#STORIEloghiPX: Grondona!

Oggi a #STORIEloghiPX ci avviciniamo al Natale e soprattutto ci avviciniamo alle tradizioni culinarie tipiche proprio di Genova. Avete capito di cosa parliamo? Del zeneize dolce genovese: il pandolce. Lo sappiamo che non è il giorno di #BELINchestoriePX, infatti, vi parleremo di un’azienda genovese che lo produce:

GRONDONA

1820

Giuseppe Grondona dà vita a un impianto che segnerà la sua futura carriera di imprenditore che poi coinvolgerà tutta la sua famiglia per ben sei generazioni. Siamo a Pontedecimo, lungo il Polcevera, quando Giuseppe decide di sfruttare la forza motrice dell’acqua del torrente per azionare un molino. La storia di quest’impresa nasce quindi da un molino che comincia a produrre pasta di semola. Giusepper Grondona, proprio per questa sua produzione, riceve l’appellativo di:

“fabbricante vermicellaio”

Fine Ottocento

Ad affiancare il padre arriva anche il figlio, Francesco, che poi diventa il titolare. Comincia a prendere decisioni importanti come quella di trasferire l’azienda sulle rive di un altro torrente, il Verde, perché era più ricco d’acqua e questo permette anche di estendere la produzione dalla pasta al pane. La produzione va avanti per ben cinque generazioni.

Il primo marchio, creato nel 1850, è molto lontano dalle regole grafiche attuali perché il suo scopo era raccontare una storia con le immagini.

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1875

Il marchio rimane molto descrittivo mettendo al centro e poco semplificato.

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1920

A proseguire il lavoro trasmesso da generazione a generazione è Orlando Grondona che era conosciuto da tutto il paese per le sue pagnotte. Questa fama lo porta a rischiare: vuole diversificare la produzione. Un successo, come lo fu per il passaggio da pasta a pane, lo fu anche per quello dal pane alla pasticceria. In quel periodo le specialità sono:

  • “pasticceria al lievito”,
  • “biscottini maltizzati”.

1950

È il turno di Francesco, il figlio di Orlando. Grazie a lui la produzione si focalizza sul commercio delle specialità dolciarie tipiche del genovesato e più precisamente della Val Polcevera, diventano subito famosi diversi prodotti:

  • i biscotti del Lagaccio,
  • il biscotto della Salute,
  • i Canestrelli,
  • il Pandolce di pasta lievitata
  • il Pandolce di pasta frolla

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Riprende le ricette da un magico ricettario dove sono custoditi tutti i segreti usati dalle massaie:

il quadernetto delle cose buone

Anche il marchio subisce un profondo cambiamento verso la semplificazione a partire dal nome che diventa Grondana, al font uno script sottolineato e soprattutto al simbolo: l’immagine di un anziano con una bimba. Questo passaggio generazionale è proprio per indicare la filosofia aziendale che produce dei dolci che piacciono dai bambini agli anziani.

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Seconda metà del 1900

Altra gestione, quella dei figli di Francesco: Orlando e Gildo. A loro si deve tutto il processo di internazionalizzazione  che permette di far conoscere il marchio anche all’estero. Nel 1975 nasce anche il logo attuale, a cambiare è la scritta che viene introdotta all’interno di una cornice ovale rossa bordata di marrone. Il font non è più uno script ma un graziato e il colore da nero diventa bianco. Il simbolo, invece, rimane lo stesso quello dell’anziano con la bambina perché rappresenta a pieno la filosofia aziendale.

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