#STORIEloghiPX: Mutti!

Oggi a #STORIEloghiPX ci tingiamo di rosso in onore delle feste che stanno per arrivare. Rosso è il colore del Natale, del marchio che vi stiamo per raccontare e della materia prima che utilizzano per i loro prodotti:

MUTTI

1899

Tutto nasce a Parma in una piccola frazione di Montechiarugolo: Basilicanova. La famiglia Mutti decide di mettere in piedi un’azienda per la produzione di  concentrato di pomodoro, in primis, e conserve alimentari, con il nome di: Fratelli Mutti. Sono, infatti, i due fratelli, Marcellino e Callisto, trasferiti nella tenuta “Corte”, a trasformarla in un vero e proprio  caseificio con tutti i macchinari necessari per produrre burro e formaggio. Da burro e formaggi si passa, ben presto, al prodotto che porta al successo industriale: la conserva di pomodori!

1911

Della famiglia Mutti è il fratello Marcellino il più attivo e dotato di spirito imprenditoriale, riesce a far ottenere all’azienda un importante riconoscimento:

Medaglia d’Oro all’Esposizione di Roma

Riconoscimento che viene mostrato chiaramente sulle latte del concentrato di pomodoro. Il primo marchio è con la scritta tipica del tempo: “Fratelli Mutti”, viene abbreviato a Fratt.lli.

I primi packaging hanno due fieri leoni d’oro con la zampa appoggiata sulle due medaglie rotonde.

Schema di riferimento

1925

Arriva un nuovo riconoscimento:

Palma d’Oro all’Esposizione di Parigi

1951

Negli anni 40′ si è ancora indietro sulla conservazione, i procedimenti sono uguali a quelli usati nel passato, i prodotti finiti sono inscatolati attraverso due metodi:

  • se rivolti ai consumatori con dei barattoli di banda stagnata,
  • se usati per l’internazionalizzazione con delle botti di legno

Proprio in questi anni cominciano a diffondersi i primi frigoriferi ma il loro uso è molto limitato, quindi, la conserva di pomodoro, come altri prodotti, va incontro a problemi di conservazione una volta aperto il barattolo. Fino a quel momento l’unica soluzione è evitare la muffa coprendo il concentrato di pomodore con uno strato d’olio. L’intuizione che fa fare all’azienda il salto di qualità è del primogenito di Marcellino, Ugo. La rivoluzione sta proprio nel cambiamento del packaging, dal barattolo al tubetto. Proprio il tubetto in alluminio gli permette di avere un vantaggio igenico e di conservazione sui concorrenti. Tubetto con stampato sopra il nuovo marchio: la firma in font script con sopra il disegno dei pomodori. Inizialmente fra i consumatori c’è un po’ di scetticismo perché sono abituati a usare il tubetto solo per il dentifricio ma presto ne capiscono tutta l’utilità dandogli il soprannome di:

“tubetto del ditale”

Perché è chiuso con un ditale di plastica rossa, anche in questo caso c’è perplessità, perché era usato solo per il cucito.

1951

1960

Continua l’innovazione con il nuovo prodotto:

“Polpa di pomodoro”

Qui i pelati vengono sminuzzati in piccoli pezzettini.

1979

C’è un cambiamento societaria: Spa! Occasione per cambiare marchio: uno scudetto rettangolare che termina con una curva. Il colore rimane il rosso e su di esso i due leoni uno di fronte all’altro, gialli. Si investe ancora di più in pubblicità: dalle affissioni agli spot.

1979

2001

Un completo restyling sia del marchio sia delle confezioni, operato dall’agenzia Vittorio Mancini & Associati. Lo scudo russo viene bordato di dorato, il disegno dei leoni e la scritta Mutti sono più stilizzate. Sotto lo scudo il payoff:

“Solo pomodoro. Per passione”

2013

Ultimissimo è il restyling da parte dell’agenzia Robilant Associati: il payoff viene accorciato in “Solo pomodoro” e inserito dentro lo scudo sopra la scritta Mutti. I leoni da stilizzati si fanno più definiti e da gialli diventano più dorati.

2013