#STORIEloghiPX: Standa!

Forse oggi stanno per essere già superati… il digitale è riuscito ad entrare anche qui… però, al tempo, rappresentavano una vera innovazione. Esistevano i negozi, macellai, fruttivendoli, pollivendoli, latterie, tutto aveva un suo luogo, mentre, adesso, possiamo trovare tutto in un unico spazio: i supermercati. Oggi a #STORIEloghiPX vi parliamo della:

Standa

1931

Siamo in piena epoca epoca fascista e la famiglia Monzino dà vita a Torino alla “Società anonima Magazzini Standard”. Però, la dittatura non può accettare l’uso di un termine inglese, così “Standard” viene sostituito con “Standa” che sarebbe l’acronimo di “Società tutti articoli necessari dell’arredamento e abbigliamento”. In questo prototipo di grande magazzino i prezzi sono davvero unici.

Dopoguerra

Fascismo e guerra sono fortunatamente alle spalle e la società comincia ad aprire punti vendita in tutta Italia.

1958

Anno di grande rivoluzione dei centri commerciali, indovinate un po’? I carrelli! Dopo questa innovazione ne segue un’altra, introdotta, dapprima solo per gli alimenti: il self service! Due componenti indispensabili per la spesa moderna! Spesa moderna che non può non essere accompagnata dal primo logo: il font è appunto moderno, maiuscolo, bastoni e con le aste della “S” molto ravvicinate.

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1973

Cambio di proprietà alla Montedison e cambio di logo: lo abbiamo già visto da poco, ve lo ricordate? Proprio la scorsa volta parlando di Edison. Dato che fa parte del gruppo la grafica è uguale per tutti i marchi appartenenti al gruppo.

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1988

Altro passaggio di proprietà a Fininvest e altro cambio d’identità: il colore rimane il rosso ma viene introdotto il simbolo del biscione.

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1993

Il simbolo viene abbandonato e usato solo il lettering.

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1996

Il marchio si personalizza e tale restyling è affidato alla Landor Associates in tre versioni: quella classica formata da un rettangolo rosso e da una scritta bastoni bianca maiuscola, la seconda aggiunge l’articolo “la” scritto in minuscolo e corsivo graziato proprio per staccarlo completamente dal nome “Standa” che conferiva anche un linguaggio più familiare e colloquiale, l’ultima versione aggiunge, invece, non l’articolo ma il simbolo, una doppia foglia verde per indicare la genuinità dei prodotti. Inoltre i tre colori rosso, bianco e verse sono quelli della bandiera italiana.