#STORIEloghiPX: Versace!

Torniamo a parlare di sartoria a #STORIEloghiPX, sartoria sorretta da una grande creatività che che ha contribuito a fare di Milano la patria della moda. Stiamo parlando di uno stilista che esportò, anche in Italia, un fenomeno che spopolava già a Parigi… quello delle top model. Si è proprio lui…

Versace

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1972

Parliamo di una storia di migrazione interna, dal Sud Italia al Nord. Gianni Versace decise di lasciare la sua Calabria per trasferirsi a Milano. Trasferimento obbligatorio per un ragazzo che ha la passione del disegno, disegni particolari… non paesaggi, non ritratti ma modelli di abiti. Quindi, non c’è luogo migliore che la patria italiana della moda: Milano! Gianni, fin da piccolo, ha una grande abilità: quella di sarto. Si diverte nella sartoria della madre a “giocare” con gli strumenti a osservare il lavoro e… apprende l’arte che lo renderà il famoso stilista che tutti conoscono!

Da subito si lancia come designer freelance riuscendo, con la sua spiccata creatività, a disegnare un’intera collezione per una ditta famosa: “Florentine Flowers”!

Primo lavoro = primo successo

1973

Versace, forte del suo primo successo, decide di stabilirsi definitivamente a Milano, gli ha portato fortuna e… continuerà a farlo… infatti, inizia a collaborare con:

  •  Callaghan
  • Complice
  • Genny

1978

Nella mente di Gianni c’era sempre un progetto, un sogno… dare vita a una propria griffe.

“Gianni Versace”

Questo sogno diventa realtà e nasce la sua prima collezione! Dopo la prima sfilata il processo che lo porterà alla gloria è velocissimo:

apre la prima boutique e…

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seguirono:

  • sfilate di moda
  • balletti alla “Scala” di Milano
  • lezioni formative agli studenti di Londra con esempi concreti
  • premi
  • mostre
  • riconoscimenti di alto livello

1980

Manca qualcosa? Ovviamente il logo! Linearità e semplicità caratterizzano la scritta “Gianni Versace”: tutto molto minimal, ravvicinato ed elegante! Unica pecca, forse, il poco spazio tra le lettere che non facilita la lettura.

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1982

Una grande invenzione:

l’oroton

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una maglia di metallo che fu presentata in occasione dell’Opéra di Parigi. Seguono molte altri tessuti e mode rivoluzionarie :

  • tessuto “Africa”: tessuto di nylon accoppiato a un filo di viscosa
  • applica sugli abiti la scomposizione dei volumi alla Picasso
  • vestiti con stampe famose da Klimt all’optical di Vasarely
  • le donne manager girano con tailleur dalle gonne molto più corte
  • se le gonne si accorciano le giacche si allungano
  • anni ’90 con colori accessi per i tailleur

1990

Il logo cambia completamente: non è più minimal, le lettere sono più spesse, hanno le grazie e presentano maggiore spazio tra l’una e l’altra. Inoltre, tutto è maiuscolo e il cognome è sotto il nome con un allineamento a bandiera destra. Accanto alla scritta anche un simbolo: quello di una medusa stilizzata, inserita in un cerchio, la cui bordatura, ricorda molto il meccanismo di un orologio.

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1992

L’anno della sfilata più dibattuta perché le modelle appaiono con:

  • abiti neri
  • borchie dorate
  • fibbie di diamanti,
  • cinture di seta
  • tacchi a spillo

Questa sfilata fa così scalpore da essere rinominata:

“bondage”

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1997

A Miami, Gianni muore assassinato: sta uscendo dalla sua abitazioni quando viene colpito da alcuni colpi di pistola sparati da un ragazzo all’altro capo della strada. Così a portare avanti la ditta, che viene chiamata solo “Versace”, è la sorella Donatella.

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Versace