#STORIEloghiPX: Cirio!

Prima dell’arrivo dell’inverno bisogna armarsi contro il freddo e preparare le scorte! Di cosa? Delle conserve. Oggi a #STORIEloghiPX vi parliamo di una rossa passata made in Italy… Capito?

Cirio

1836

Come molte delle storie che vi abbiamo raccontato, anche per questa, l’ingegno ha un ruolo fondamentale. Quello di un ragazzino di 14 anni, Francesco Cirio, con alle spalle un padre che si occupava del commercio di mais, grano e frumento. Occupandosi del mercato ortofrutticolo e notando l’altissima richiesta di primizie made in Italy, da parte del mercato britannico e francese, si concentrò su di essi, diventando, in poco tempo, il maggior esportatore del Piemonte.

1857

Al compimento del ventunesimo anno d’età un’altra grande intuizione: usare la tecnica dell’appertizzazione per conservare gli alimenti e prolungarne la durata e la freschezza.

1867

All’Esposizione Universale di Parigi, Francesco presenta un altro frutto del suo ingegno: il barattolo, ottimo per la conservazione. Cominciò con i piselli e proseguì con i pelati, che, pian piano, divennero molto ambiti.

Unità

Cirio aprì diversi stabilimenti in Meridione che con la morte del fondatore divenne la sede ufficiale della società: precisamente a San Giovanni a Teduccio. Questa frazione di Napoli rimase la sede per tutti gli anni Ottanta.

1899

Inizialmente non vi era un vero e proprio logo, si usava la raffigurazione delle carte da lettere composte da un insieme di frutti.

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1906

Arrivò il primo marchio: un cerchio con dentro una stella rossa al cui interno un cavallo raggiunte su due zampe.

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1910

Il logo si modificò leggermente: il cerchio si perde e rimane solo la stella con il cavallo. Pian piano anche la stella e il cavallo vennero abbandonati.

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1952

Il logo abbandonò i simboli per concentrarsi soltanto sulla scritta per far risaltare il nome dell’azienda. Il colore, ovviamente, non poteva essere che il rosso come quello del prodotto portante: la passata di pomodoro. La scritta usa un font graziato.

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1970

Il progetto del logo viene affidato a Gio Rossi che cambiò completamente stile: a partire dal colore che divenne il blu, a seguire dal font bastoni, il tutto incorniciato da un rettangolo verde.

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1985

Lo stesso ideatore del logo ne effettuò un leggero restyling: il font tornò ad essere bastoni e venne aggiunta sotto la scritta il payoff.

come natura crea

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1991

Il logo del gruppo“Cragnotti & Partners” venne affidato a un’agenzia di comunicazione, Area Strategic: dove il simbolo riproduceva in maniera stilizzata le lettere C e P, che divenne anche il logo di Cirio quando venne acquisita da tale gruppo.

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1993

Nacque “Cirio S.p.A.” a causa della scissione della “SME Società Meridionale Finanziaria”.

2010

Nuovo restyling affidato a un nuovo designer Carré Noir: la cornice viene riempita, non si usa solo più il contorno, metà blu e metà dorata. Il font divenne bianco e graziato. L’eleganze del logo viene riprodotta anche nelle confezioni e nei barattoli con le due linee dorate che segnano il contorno della cornice che si perde nel blu delle etichette.

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2013

La stilizzazione della cornice richiamava a un cuore con le sue forme così la nuova proposta fu proprio quella di inserire la scritta all’interno di un cuore blu con contorno grigio argento. Il cuore molto tondo si avvicina inoltre alle curve del pomodoro: è la forma perfetta per rappresentare il

cuore italiano

 

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Cirio