#STORIEloghiPX: Piz Buin!

Pentapx-blogpx-comunicazione-storieloghipx-piz buin-agenzia comunicazione-genovaMare o montagna? Dovunque abbiate fatto le vostra vacanza avrete sicuramente usato una protezione per la pelle! Almeno ve lo auguriamo, se no immaginiamo i dolori!! Sulla neve mentre sciate o sulla spiagge mentre prendete la tintarella, la crema è indispensabile ma… di quale parliamo a #STORIEloghiPX?

Piz Buin

1938

Un monte alto più di 3000 metri, è il Piz Buin, l’imponente montagna delle Alpi Retiche occidentali in Svizzera. La sua altezza e la sua maestosità attirarono il giovane scalatore Franz Greiter. Studente di chimica poco abituato all’esposizione solare ma più a suo agio dentro ai laboratori. Al suo ritorno inventò una protezione per tutti quelli che si volevano godere l’altitudine senza ustionarsi.

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1946

Le capacità per creare un prodotto del genere non gli mancavano di certo ma… in può al suo fianco c’era sua moglie che era un’esperta estetista. Da questa accoppiata vincente nasce una crema che aveva tutte le qualità per sfondare:

Glacier Cream

Cosa non poteva mancare? Un logo! Le idee erano chiare, doveva esserci un esplicito riferimento alla montagna che aveva segnato la nascita della crema: il Piz Buin. Sopra la montagna una piccozza, sotto, il nome del prodotto e sopra quello del marchio.

C’era la crema, c’era il logo, c’erano i primi risultati… si poteva pensare a realizzare una prima linea. Moglie e marito sapevano di essere bravi e di potercela fare! La linea, ovviamente, era pensata per curare e proteggere la pelle.

1962

Da una mente chimica nacque una soluzione perfetta contro i raggi solari, per potersi abbronzare senza andare incontro ai, purtroppo facili, problemi alla pelle. Così Piz Buin è la prima azienda ad adottare:

il fattore di protezione solare

Per dimostrare la qualità di questo fattore… cosa si poteva fare? Si adottò la soluzione migliore: testare sul campo. Vennero scelte alcune belle ragazze, cosparse di crema e messe su un monte a prendere la tintarella. Le montagne che vennero scelte come test furono le Alpi Austro-Svizzere.

Il marchio diventa la sola scritta: Piz Buin. Colore giallo e linee spezzate.

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1974

Piz Buin raccolse un successo dopo l’altro. Successi accompagnati dalla ricerca. La chimica si fondeva perfettamente con il benessere e, da quest’unione, nacque un’altra grande scoperta: i primi a creare una linea resistente all’acqua!

Il marchio è sempre la scritta che diventa bastoni ed è continua.

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1984

Chi non ricorda la “Dea del sole”? Niente di meglio che una bella schiena femminile abbronzata per rafforzare l’immagine del marchio, caratterizzato sempre dalla scritta che passa dal bianco al rosso. Colore che vuol far riferimento al calore del sole.

 

1993

A presentare la nuova linea sempre due schiene super abbronzate, non solo una femminile ma anche una maschile.

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Anni 2000

Il marchio diventa quello definitivo. La scritta è sempre la stessa e il suo colore diventa l’ocra, per il packaging viene scelto il marrone. I colori non sono certo casuali: l’ocra rappresenta il sole e il marrone l’abbronzatura della pelle che viene raggiunta usando Piz Buin.

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I prodotti spingono non solo sulla protezione ma anche sul facilitare l’abbronzatura rendendola più veloce sempre in sicurezza. A non fermarsi mai è la ricerca, in continua evoluzione.

Ecco alcuni recenti spot pubblicitari. Tutte isole da niente! Viene anche a voi voglia di buttarvi in mare, poi, in quel mare! Consigliamo alla regia, per i prossimi anni, se proprio non volete togliere la modella almeno aggiungete anche un modello. Il popolo femminile vi ringrazia in anticipo!

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