#STORIEloghiPX: Galbani!

Oltre ai mondiali, in cosa ci scontriamo sempre contro la Francia? Un’altra gran bella sfida, ce ne sono diverse, è sui formaggi. A cercare di vincere questa concorrenza spietata fu un marchio italiano… avete capito di chi parleremo a #STORIEloghiPX?

Galbani

1882

Egidio Galbani, inizialmente, era un lattaio che si dedicava anche alla produzione casearia. Cominciò questa attività grazie all’aiuto del padre a Ballabio (Como) cercando di far fronte alla concorrenza francese.

Tutto nacque da un’intuizione:

“Possiamo utilizzare il latte che serve per produrre formaggi molli consumati localmente anche per produrre formaggi rivolti a un pubblico più esigente”

Ecco che venne lanciato il primo formaggio di “lusso”:

la robiola

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Vennero creati nuovi locali a Maggianico e una rete nazionale.

1906

L’anno di un formaggio che fece la storia:

Bel Paese

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Il naming fu scelto per rimandare al nome di un libro che andava molto tra la borghesia, quello dell’abate Stoppani, amico della famiglia, edito nel 1875.

La prima etichetta era molto formale con la cartina dell’Italia e la foto di Stoppani.

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1915

In onore del padre il nuovo caseificio di Melzo (Milano) prese il nome di “Caseificio Davide Galbani”.

Fine 1° Guerra Mondiale

Fu costituita la “società Egidio Galbani” e con essa il primo marchio: targa smaltata con i font di moda all’epoca. Purtroppo non ne abbiamo una copia da farvi vedere.

1928

Che buoni, i formaggini:

Bebè e Crema Bel Paese

1930

Altri successi sono le crescenze:

Certosa e Certosino

Per questa occasione fu creato anche il primo vero marchio: una scritta obliqua dove le aste della “g” e della “i” formano un ovale.

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1934

Un leggero cambiamento del marchio che da ovale diventa orizzontale.

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1955

La scritta diventa bianca e attorniata, oltre dall’ovale formato dalla prima e dall’ultima lettera, anche da un ovale rosso che ne fa da cornice. Dentro la curva formata dalla “i” viene inserita la scritta Melzo.

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1957

L’anno della mozzarella industriala, l’avrete già usata sicuramente:

Santa Lucia

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1960 – 64

Nel 1960 Galbani divenne la più grande azienda casearia del paese e festeggiò trasferendosi a Milano e con un leggero restyling del logo: il font è più spesso e la scritta Melzo scompare. Ecco il payoff che comparse su tutti i prodotti e che fu ben noto agli italiani:

“Galbani vuol dire fiducia”

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I settori si espansero agli yogurt e ai dessert:

Galbi

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1989

Purtroppo questa “partita” fu vinta dalla Francia che inglobò Galbani nella multinazionale Danone.

 

1990 – 94

Nuovi prodotti:

 

 

1996

Cambiò di proprietà e anche il logo affidato a Maurizio Di Robilant: mantenne la forma ovale, il font non è più uno script ma ogni lettera è separata dalle altre e graziata, l’ovale non si chiude completamente ma finisce con due righe verdi che rappresentano la natura. I colori rosso, bianco e verde erano un richiamo all’italianità del prodotto per renderlo più facilmente riconoscibile all’estero.

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1998 – 2001

Ecco alcuni dei prodotti che fecero la loro comparsa durante questi anni:

 

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Galbani