#STORIEloghiPX: Rai!

pentapx-blogpx-storieloghipx-comunicazione-rai

A #STORIEloghiPX raccontiamo un’evoluzione che si intreccia con quella dell’Italia del primo dopo guerra e con un argomento a cui ci sentiamo molto vicine… la comunicazione! Avete poca scelta… mettete insieme e avrete:

RAI

1924

Nasce la prima radio dello Stato con il nome di URI (Unione Radiofonica Italiana): fusione tra la Radiofono (Società italiana per le radiocomunicazioni circolari) e la SIRAC (Società italiana radio audizioni circolari).

1927

Dalla URI alla EIAR (Ente italiano audizioni radiofoniche).

1944

Si giunge al nome che tutti noi conosciamo RAI (Radio audizioni italiane).

1954

La prima trasmissione televisiva italiana, qualcuno se la ricorda?

Il nome RAI non poteva indicare più solo la radio così diventa: Radiotelevisione italiana!

1948

Durante il fascismo la radio svolse un ruolo molto importante, purtroppo in negativo: fu la voce della dittatura, manipolò le masse trasmettendo l’unica ideologia che si voleva far ascoltare… la colpa non fu certo del mezzo, la radio, ma di chi la usò in quel modo, gli uomini.
Nel dopoguerra si decise di creare il primo logo identificativo della RAI. Il compito fu affidato a Erberto Carboni.

pentapx-blogpx-storieloghipx-comunicazione-rai-logo-1948

Font: lettere pesanti dalle forme ortogonali, rettangoli per le aste e il cerchio per il punto sulla i.

1953

Sempre Carboni si occupò anche di primi manifesti pubblicitari e di un altro marchio che fece la storia: tv!

Sempre sullo stile del precedente: molto squadrato!

1970

Il secondo marchio fu realizzato da Alberto Ribera.

pentapx-blogpx-storieloghipx-comunicazione-rai-logo-1970
Font: tutta in minuscolo, le forme sono sempre squadrate e la “R” forma anche parte della “A”.

A guardare questi video sembra tutto un altro mondo…

1983

Con la nascita delle tre reti, rainuno – raidue – raitre, bisogna trovare un logo che le diversifichi anche visivamente.
Il compito venne affidato a Giorgio Macchi che creò un marchio generale per identificare tutta la RAI:

pentapx-blogpx-storieloghipx-comunicazione-rai-logo-1983-2

Per diversificare i singoli canali pensò:
font: uguale a quello del logo generale dove la prima parola Rai rimane identica per i tre canali. A diversificarli sono tre diversi colori: il blu per Rai Uno, l’arancio per Rai Due e il verde per Rai Tre.
logo: per ogni canale viene scelta una diversa forma geometrica tridimensionale, il cerchio per Rai Uno, il quadrato per Rai Due e il triangolo per Rai Tre.

pentapx-blogpx-storieloghipx-comunicazione-rai-logo-1983

1988

Il logo doveva cambiare per adattarsi al meglio alle nuove animazioni che via via si scoprivano con l’evoluzione digitale: la RAI non poteva rimanere dietro ai propri concorrenti. Così, venne chiesto, sempre a Giorgio Macchi, un restyling che si adattasse a queste nuove esigenze.

Font: le lettere vengono separate per facilitarne la rotazione a video e sul trattino della “A”, che unisce le due aste, viene introdotta la bandiera italiana. Le lettere vennero arrotondate ma solo in due punti, opposti per ciascuna lettera.

Guardate un po’ questo video per vedere i marchi… come risultavano in tv… fa strano!

2000

La comunicazione cambiò tantissimo, soprattutto nel design: sempre più accattivante e creativo. L’Area Strategic decise di rincorrere a un’illusione ottica… la capite?
Guardate bene il logo: non è una semplice farfalla. Avete capito? Se guardate le ali con attenzione potete vedere due volti di profilo che si guardano! Invece, il font, torna ad essere in minuscolo in Futura.

pentapx-blogpx-storieloghipx-comunicazione-rai-logo-2000

2010

Un anno importante per la RAI e per la storia della televisione: passaggio dall’analogico al digitale. Per sottolineare questo passaggio anche il marchio doveva cambiare:

pentapx-blogpx-storieloghipx-comunicazione-rai-logo-2010

La scritta venne introdotta in un rettangolo diviso in due quadrati: nel primo, dallo sfondo blu, la scritta Rai in bianco, nel secondo, dallo sfondo blu, il numero del canale in blu. Il rettangolo, che rappresenta il logo, ha un contorno bianco ed è semitrasparente perché a video risulti sempre facilmente leggibile. Nel font la variazione è minima perché si utilizzò una variante del Futura: Aharoni.

pentapx-blogpx-storieloghipx-comunicazione-rai-logo-2010

Rai