#STORIEloghiPX: Armani!

Oggi a #STORIEloghiPX parliamo di un uomo a capo di una delle maison più famose del mondo. Un’icona del made in Italy riconoscibile da tutti per la sua eleganza e serietà! Stiamo parlando di uno stilista che ha da poco festeggiato i suoi 40anni di carriera… avete capito chi è l’uomo a capo di questo impero che in Gran Bretagna chiamano King George?

GIORGIO ARMANI

1957

L’anno della svolta, del cambiamento: la facoltà di Medicina non era adatta per lui, vuole dedicarsi al lavoro e una sua amica lo riesce a far entrare alla Rinascente. Subito si distingue nel suo ruolo di curatore dell’immagine del magazzino.

1960

Si distingue a tal punto da diventare assistente di Cerruti nel disegno della sua nuova linea alta-moda uomo: la Hitman!

1970

L’amico Sergio Galeotti spinge il giovane Giorgio Armani verso una linea tutta sua che fin da subito si distingue per due caratteristiche che ne segneranno il grande successo:

  • le giacche da donna modellata su quella per uomo ma perfettamente calzante sul corpo femminile, divennero, per eleganza, l’emblema delle donne in carriera;
  • le giacche da uomo che rompono la tradizionale austerità con la morbidezza e la sfumatura dei colori, più pratiche e sempre fini.

Il suo colore, fin da subito, fu il nero che, ben presto, venne chiamo il nero Armani!

1975

Nasce Armani Spa e viene inaugurata, il 24 luglio, con la prima linea prêt-à-porter sia per uomo sia per donna.

Il logo non poteva che rispecchiare i canoni che Giorgio Armani riversa nella moda:

“Lo stile è una questione di eleganza, non solo di estetica. Lo stile è avere coraggio delle proprie scelte, e anche il coraggio di dire di no. È trovare la novità e l’invenzione senza ricorrere alla stravaganza.”

Lettering: in maiuscolo come segno di autorità.

Font: graziato ma semplice e soprattutto estremamente elegante.

Logo: le due iniziale di nome e cognome G e A che si incastrano elegantemente senza toccarsi e formando un cerchio.

IL SUCCESSO

1978: è nella serata degli Oscar che l’attrice Diane Keaton fa la sua entrata sul palco proprio con una giacca Armani e ritira il suo Oscar per “Io e Annie” facendo conoscere a tutte le star lo stilista ai suoi esordi.

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1980: come dimenticare il film che ha reso celebre Richard Gere, “American gigolò”, e come dimenticare il suo stile nel vestire firmato, appunto, Armani. Un doppio esordio: quello dello stilista e quello dell’attore.

1982: la copertina del Time apre con I vestiti sono la stoffa della storia e la texture del tempo. E questo tempo, proprio ora, appartiene a Giorgio Armani”.

1983: Giorgio Armani è lo stilista dell’anno premiato dal Council of Fashion Designers of America.

1987

Un altro film a cui Armani partecipa con i suoi abiti, non perché intuisse che sarebbe diventato un capolavoro senza tempo, ma per potersi cimentare con l’abbigliamento anni 20’/30’, che è da sempre stato il suo punto di riferimento. Il film è: “Gli intoccabili” di Brian De Palma. Ha ricevuto quattro nomination agli Oscar tra cui quella per i migliori costumi!

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1990

Un altro grande successo cinematografico: “Il tè nel deserto” di Bernardo Bertolucci. Qui Armani si cimenta con l’abbigliamento orientale dove riesce a imprimere la sua classica sobrietà nelle stoffe semitrasparenti con motivi che riproducono la scrittura cinese.

 

COLLEZIONI PER TUTTI

Il successo di Armani non fu soltanto fra le star ma la sua modernità colpì anche le persone comuni e proprio per loro decise di creare nuove collezioni per tutte le tasche.

1981 – Emporio Armani

Una linea giovanile prêt-à-porter che comprende: occhiali, accessori e fragranze. Il lettering utilizza lo stesso font del marchio originario ma il logo è un insieme di linee orizzontali che formano un aquilotto stilizzato. Sotto questo marchio troviamo anche la linea, EA7, pensata per l’abbigliamento sportivo che prese come simbolo il calciatore del Milan Shevchenko.

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Armani jeans

Questo marchio è pensato per linee più semplici, casual e meno costose. Qui il logo riprende la logica originaria: le iniziali A e J.

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1982

L’eleganza Armani già dai tre mesi fino ai 16 anni. Tre sono le linee divise per fascia d’età:

Armani Baby (3-24 mesi),

Armani Junior(2-8 anni),

Armani Teen (8-16 anni).

Lettering: nessuna abbreviazione, il nome del marchio è per intero e la linea divisoria non è verticale ma orizzontale.

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1991

La linea più economica è, però, la Armani Exchange o A|X per il fast fashion: ci teniamo a raccontarla perché è una delle prime ad avventurarsi nell’e-commerce. Grande lungimiranza verso il futuro!

La linea divisoria è messa tra la A e la X perché vuole rappresentare una I, dato che l’abbreviazione è AIX!

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2000 – Armani Collezioni

Propone abiti eleganti e classici ma meno costosi come già aveva fatto Armani Jeans, però, con indumenti più moderni.

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Armani Casa

Arredamento di lusso:

  • mobili,
  • oggettistica,
  • tessuti
  • illuminazione,
  • interior designer.

Logo: sembra una freccia ma rappresenta una lampada stilizzata in perfetta armonia con lo stile di tutti gli altri loghi e la linea divisoria è obliqua.

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Giorgio Armani fa di Milano la capitale dell’alta moda ma sempre con uno sguardo alle nuove tendenze e alle nuove capitali del fashion: come le sue sfilate a Tokyo e Mosca. Infatti, un suo concetto chiave è quello che ogni capo deve stare al passo con i tempi.

2000

Per festeggiare i 25 anni di attività a regalargli una mostra in suo onore fu il museo Solomon R. Guggenheim di New York. Tantissimi furono i capi esposti: dalle giacche da uomo morbide, a quelle da donna in carriera che hanno fatto la sua fortuna, a tutti quei capi che indossati dalle star sono ormai diventati un’icona ben impressa nella mente di tutti e tutti i suoi colori inconfondibili dal grigio perlato fino al rosso tibetano passando per il blu profondo del mare.

2006

Introduce in ogni sua boutique il sistema prêt-à-porter che già utilizzava per permettere una perfetta personalizzazione dei capi: è il cliente a scegliere i tessuti, i bottoni e ogni particolare per confezionare un abito su misura con addirittura un’etichetta personalizzata. Il modello del cliente verrà disegnato su carta e questo permette una maggiore fidelizzazione perché se vorrà tornare si avranno già le sue misure.

Armani ha sempre lasciato il segno, un segno la cui parola d’ordine è sempre stata la sobrietà, che si presenta anche nei profumi, negli occhiali e nei gioielli ma anche nei caffè, nei ristoranti e nei libri.

Ecco due degli spot di profumi che interpretano anche a video lo stile Armani:

Emporio Armani Diamonds

L’idea promozionale è questa: il nuovo profumo Armani riesce a rubare addirittura al diamante tutto il suo splendore. La sensualità è data, oltre dal diamante tipico gioiello femminile, dalla cantante Beyoncé nei panni di Marylin reinterpreta in chiave moderna proprio secondo lo stile Armani.

Acqua di Giò

Per “deliziare” anche il gentil sesso: se dopo aver usato l’Acqua di Giò, escono tutti così… a voi i commenti!

2014

Ottant’anni d’età e quarant’anni di successo. Festeggiato, ad Expo, con una sfilata dei capi che hanno fatto la storia di Armani e del made in Italy e con uno spazio espositivo tutto per lui: Armani Silos, 4000 metri quadri, quattro piani, con 600 abiti e 300 accessori.pentapx-blogpx-storieloghipx-comunicazione-giorgio-armani-logo-armani-silos-2014-ottanta-anni

Altro grande regalo gli è stato fatto dalla squadra di basket, l’Olimpia di Milano, che ha indossato maglie con il logo EA7 vincendo lo scudetto!

pentapx-blogpx-storieloghipx-comunicazione-giorgio-armani-ea7Curiosità

Giorgio Armani è al secondo posto nella classifica degli stilisti più ricchi del mondo e al quarto in quella degli uomini più ricchi del nostro paese!

Un esempio di successo contro la crisi: produce in 12 stabilimenti di proprietà, ha 2203 negozi e per la quale lavorano 6500 dipendenti.