Cattiva notizia: no dei giovani al lavoro all’Expò

Quando la comunicazione vuole ingannare… purtroppo ci riesce… perché non ci domandiamo più il perché delle cose…

È il caso del tanto discusso articolo sul Corriere della Sera: ha diffuso una notizia come ha voluto… non è il primo articolo di “cattiva notizia” e purtroppo non sarà certo l’ultimo! Però, questo, ci chiama in causa in prima persona: come giovani!

Siamo in un periodo difficile, noi lo sappiamo bene… per la ragione più semplice: purtroppo lo viviamo sulla nostra pelle.

Trovare un lavoro per un giovane, oggi, è molto, molto difficile: le delusioni sono all’ordine del giorno, le porte chiuse sono così tante che ti vien voglia di sfondarle con la forza, e quando ne trovi una aperta le condizioni sono pessime e, il più delle volte non è ciò che sognavi ma… si accetta con la speranza che più avanti possa venire qualcosa di meglio.

Siamo perfettamente consapevoli di vivere in un’epoca in cui non ci possiamo neanche permettere, molto spesso, di rifiutare un’offerta di lavoro anche se sottopagata e molto lontana dai nostri studi perché difficilmente arriverà una seconda opportunità… Lo sappiamo bene…

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Siamo giovani, viviamo con i giovani… sappiamo fin troppo bene cosa la parola CRISI voglia dire! E… non appena letto l’articolo… abbiamo immediatamente capito che dietro ci fosse altro…

Per chi, invece, non vive direttamente la situazione, poteva non destare nessun sospetto e anzi… portare a crederci…

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Vogliamo aprire la mente a tutti quei lettori che ci hanno creduto… ponetevi delle domande, andate oltre lo scoop, indagate, leggete più fonti, perché bastava davvero poco per capire le tante incongruenze. Le notizie, a seconda di come vengono scritte, della personalità di chi le scrive, di ciò su cui si focalizzano, delle parti di verità che riportano, dello stile con cui sono scritte, distorcono i fatti.

È quello che è successo in questo caso… vogliamo smontare uno per uno i punti dell’articolo del Corriere della Sera:

  • Partiamo dal titolo “Turni scomodi per lavorare all’Expo Otto su dieci ci ripensano”!!!

È vero alcuni giovani hanno rifiutato il lavoro all’Expò ma qui dovrebbero partire le domande… i Perché?

  • Seicento i reclutati. Lo stipendio: oltre 1.300 euro netti al mese, compresi i sabati e le domeniche!!!

È chiaro l’intento, quello di diffondere un pensiero, quello di giovani fannulloni che, con questa crisi, si permettono di rifiutare un lavoro del genere! È così evidente: punta sull’impatto emotivo e… ci riesce perfettamente.

Ma sentiamo la verità da uno dei diretti interessati:

“Non diciamo fesserie… Sono stato selezionato dalla Manpower. Ho preso il treno da Torino, colloquio di gruppo tutto ok, alla fine la signora si alza e ci dice di aver ricevuto ora comunicazione del importo della retribuzione 796 euro LORDI. 3 Turni sabato, domenica e festivi compresi, tra abbonamenti, trattenute, un panino mi rimanevano un 100 euro ad essere ottimisti. Avrei accettato se abitassi a Rho o se i 796 euro fossero stati netti. Magari i 1.300 euro li prende la Manpower”.

  • Sarà che è solo per sei mesi!!!

Sei mesi vanno benissimo se fossero davvero a 1300 – 1500 euro al mese, come scritto! Sei mesi, di questi tempi, sono un lusso… lo sappiamo! Ma sei mesi di che tipo? Senza contributi, senza aver diritto alla disoccupazione come spiega Martina Pompeo:

“Sono stata molto tentata di accettare anche se il salario era 500 euro con contratto di stage (40 ore settimanali), ovvero finiti questi 6 mesi non si ha neanche la possibilità di chiedere la disoccupazione, e ovviamente 6 mesi senza versare contributi – scrive nel suo intervento – 500 euro di cui 350 euro li avrei spesi per un mensile del treno Torino-Milano più i vari pullman da prendere per arrivare alla stazione dato che abito a Torino e gli affitti a Milano sono talmente alti che è meglio dormire 3 ore per notte e fare il pendolare”.

Scusate se hanno rifiutato. Saremo in crisi ma abbiamo ancora il diritto di non accettare certe offerte!

  • Turni scomodi!!!

Ma per favore, noi per prime, e tutti i nostri amici, pur di guadagnare e di non pesare più sui nostri genitori, non stiamo a guardare i turni. Certo non fa piacere a nessuno andare a lavora nel weekend ma non ci tiriamo indietro per questo…

  • L’estate!!!

Ben venga lavorare, non importa la stagione, suvvia…

  • 1300 – 1500 euro netti di stipendio!!!

Caspita, non penso che la giornalista del Corriere della Sera non si fosse informata, avrà proprio voluto raccontarla così… Dal titolo sembra che per tutte le mansioni si siano rifiutati 1300 – 1500 euro al mese… e no!!! Riguardava soltanto una squadra che si sarebbe occupata della gestione operativa degli 84 distretti in cui è suddiviso l’Expò: non tutte le mansioni…

  • il 46% dei primi selezionati è sparito al momento alla firma!!!

Ma cosa vuol dire? Diteci la fonte di questi dati o la persona che vi ha fornito queste statistiche e i criteri con cui sono state effettuate. Dati scritti così non vogliono dire assolutamente nulla, sono semplicemente campati per aria…

  • Non hanno neanche mandato una mail per dire «Grazie, ci ho ripensato»!!!

Ma stiamo scherzando!!! Avete anche il coraggio di dire una cosa del genere!!! Avete un’idea di quante milioni di ragazzi siano ancora in attesa di un odioso “Vi faremo sapere”…

  • Una generazione non abituata al lavoro!!!

Certo, ma non per nostra volontà! Per colpa di tutti gli sprechi che le generazioni passate ci hanno lasciato! Grazie! Un tempo c’era chi aveva la Baby pensione (addirittura con 16 anni ti spedivano a casa), noi, non sappiamo neanche cosa significhi pensione…

  • Volontariato molte adesioni!!!

E certo abbiamo scritto sulla fronte “Scemi”: lavorare con stipendio no, ma gratis si! Vi prego, ma non la capite la chiara contraddizione…

Quello che c’è da chiedersi è perché scrivere un articolo del genere? Perché cercare di far credere che il lavoro non si trovi non perché non c’è ma perché non lo si accetta? Perché pubblicarlo proprio ora? Quale interesse c’era dietro? Potrei andare avanti e avanti… questi i tanti perché andati in secondo piano e che INVECE dovevano essere IL primo piano: fate un articolo su questo!

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Si vede proprio che di giovani non ne avete mai conosciuti, non ci avete mai parlato, non ne avete incontrato neanche uno per caso e soprattutto non avete mai posato gli occhi sui nostri. Perché? Perché i nostri occhi parlano più di 1000 parole: occhi entusiasti che la dura realtà lavorativa cerca di spegnere!

Concludo con una frase di Stefano Rodotà sulla “cattiva notizia”:

“Il diritto all’informazione non è un privilegio del giornalista, ma una componente della libertà del cittadino, una garanzia della democraticità del sistema”.