#BELINchestoriePX: fantasmi dei caruggi!

Avete mai partecipato a un Ghost Tour tra le vie di Genova? Cosa sono i Ghost Tour? Non ve lo starete davvero chiedendo?!? A #STORIEloghiPX vi sveleremo cosa sono e soprattutto vi invitiamo a partecipare a uno di essi perché – per quanto possiamo descriverlo – viverlo è tutta un’altra cosa!

COSA SONO I GHOST TOUR

Già qualche informazione può essere captata dal nome. Non avete già i brividi? Un Tour alla scoperta dei fantasmi… uhhh… che paura!

Si tratta di vere e proprie visite guidate all’interno dei caruggi di Zena! E mai ambientazione è stata più appropriata: i vicoli con le loro stradine, luci e ombre, chiari e scuri, sono l’ambientazione perfetta per miti e leggende surreali.

CHI LI ORGANIZZA

I Ghost Tour sono organizzati da volontari che – in occasione di diverse festività, la più nota è quella che si volge ogni 24 giugno per la festa patronale di San Giovani – organizzano piccoli gruppi e raccontano alcune delle storie che si celano dietro ad ogni angolo del centro storico. Consigliamo davvero a tutti di partecipare, rimarrei sorpresi ed entrerete in un’atmosfera unica, piena di mistero che vi farà attraversare i caruggi con emozioni diverse a quelle a cui siete abituati! Le storie sono tantissime, spaventose e divertenti, di gelosie e d’intrighi, a voi la scelta se credere se si tratta di pure leggenda o se celano un minimo di veirtà! Sicuramente dietro c’è tantissima ricerca e tutte sono legate a miti pagani e popolari che permettono di ricostruire le usanze di certi periodi e di determinate società.

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DUE DELLE TANTE STORIE

La prima è un ricordo del nostro Ghost Tour:

la vecchina di Vico dei Librai

Siamo riunite in Piazza De Ferrari, con le cartine che indicano tutte le tappe del Ghost Tour, aspettiamo che ci venga affidata una guida e via, il nostro gruppo parte alla scoperta dei fantasmi e degli abitanti misteriosi dei caruggi. La prima tappa è davanti a Porta Soprana.

La guida ci chiede “Avete mai incontrato la vecchina di Vico dei Librai?”

Ci lanciamo sguardi di stupore perché non sappiamo a quale vecchina si riferisca e soprattutto perché Vico dei Librai non esiste più. È stato raso al suolo dai bombardamenti tedeschi con la Seconda Guerra Mondiale.

La guida interpreta i nostri sguardi e ci narra che, ogni cinque anni, per i caruggi, soprattuto tra via Ravecca e l’ex Via Madre di Dio, si aggira una vecchina dei vestiti trasandati, che parla uno stretto dialetto zeneize, dall’aria sperduta e confusa che chiede insistentemente ai passanti che incontra dove si trovi Vico dei Librai perché è lì che abita ma non riesce più a trovare la strada.

La guida continua… Queste apparizioni si verificano ogni cinque anni prima dello scoccare del nuovo anno. Diverse sono le testimonianze di persone che hanno fatto questo spettrale incontro.

Ci guardiamo un po’ scossi, dal sole che sta per tramontare e da quella sensazione di mistero che ci ha ormai invaso tutti, chi più e chi meno.

… le testimonianze raccolte vanno dal 1989 al 1997… continuiamo a lanciarci sguardi preoccupati e poi a sorridere facendo finta che la storia non ci stia davvero turbando!

Tutti raccontano che non appena si voltavano per darle una risposta la vecchina non c’era più, completamente dissolta nel nulla.

Ci giriamo tutti d’istinto come se dietro le nostre spalle ci fosse proprio il fantasma della vecchina.

La guida ci racconta alcune testimonianze: la prima è di una ragazza che è stata fermata da una vecchina – ad un primo momento pensava volesse chiederle qualche spicciolo – invece le fa la domanda di Vico dei Librai, allora, fa per risponderle quando l’amica che era con lei si mette a ridere e la invita a non parlare da sola. Un’altra è quella di un mendicante che, un giorno sul finir dell’anno, vede una vecchina che gli porge una banconota, le guarda attentamente… era una banconota da cento lire datata 1940… rialza lo sguardo e la vecchina non c’è più. L’ultima testimonianza è quella di due ragazze di un bar che, in una giornata di neve, vedono entrare una vecchina dall’aspetto trasandato che ordina una tazza di latte caldo. Accanto alla tazza, prima di uscire, lascia delle monetine coniate nel 1940, un vecchio borsellino con dentro una chiave e un’immagine sacra. Una delle ragazze cerca di raggiungerla per ridarle ciò che aveva dimenticato ma, dal bianco candore della neve, anche la sua sagome è stata coperta.

Ora siamo tutti impietriti, anche quelli che ci credevano di meno hanno sguardi increduli.

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Chi era questa vecchina, chi può saperlo! Siamo andati anche su La7 dove una medium dà la sua interpretazione:

Altra storia che voglio riportare – perché è così famosa che non potete non conoscerla – è quella di:

Paciugo e Paciuga

Il periodo è quello dell’XI secolo e la zona quella di Prè. È qui che Paciugo e Paciuga si incontrarono, si innamorarono follemente e decisero di sposarsi. Lui, a causa del suo lavoro – marinaio – era costretto ad assentarsi per lunghi periodi da casa. Paciuga lo aspettava, ogni volta, con molta trepidazione custodendo con cura il loro piccolo nido d’amore. Un brutto giorno, però, Paciugo viene fatto prigioniero dai Saraceni. I giorni passano e Paciuga aspetta preoccupata, i giorni sono troppi rispetto alle scorse volte, capì che doveva essere successo qualcosa. Cominciò a fare l’unica cosa che poteva: pregare e pregare. Non c’era sabato che non raggiungesse il Santuario della Vergine Incoronata – situata sulla collina di Coronata – per chiedere la grazia per il suo amato. Dopo dodici anni la grazia arrivò. Paciugo fu liberato e andò subito alla casa dove sperava di incontrare la sua sposa. La casa era vuota e così chiese notizie di Paciuga alla vicina che – da sempre – invidiava profondamente il loro amore. L’invidia la porta a mentire e a raccontare a Paciugo che la moglie si trovava al Santuario, ma non per pregare – come diceva – bensì per incontrarsi con l’amante. Inferocito Paciugo prende la strada per Coronata e a metà percorso incontra Paciuga che lo riconosce immediatamente, gli salta al collo e lo bacia. Gli propose di recarsi – il giorno dopo – insieme, a ringraziare la Vergine per questo miracolo. Paciugo accettò e mentre remava la barca – nel percorso per raggiungere il Santuario – gli domandò il perché del tradimento. Lei rimase senza parole, non poteva credere che il marito la stesse davvero accusando di tradimento. Paciugo interpretò quel silenzio per un’ammissione di colpevolezza, tirò fuori un coltella e la uccise buttandola nel mare. Vedendosela portare via dalle onde capì il suo tremendo errore e corse al Santuario per chiedere aiuto alla Vergine, non appena varcata la porta, vise Paciuga inginocchiata a pregare: la Vergine aveva concesso una nuova grazia, Paciuga non poteva pagare per una colpa che non aveva, i due poterono nuovamente ricongiungersi.

 

Queste sono soltanto due delle leggende che riempiono di mistero tutte le viuzze del Centro Storico di Genovaper scoprirle non dovete fare altro che immergervi in un Ghost Tour, è un’esperienza davvero suggestiva.

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Vi elenco soltanto alcuni degli spettri che potrete incontrare, ognuno portare di una storia intricata ma sicuramente piena di fascino: tante sono le dame, da quella Bianca di Tursi a quella velata di Vico Brignole, non manca il Diavolo, il carro spettrale e le ombre inquietanti, c’è chi è triste, chi porta messaggi beneauguranti e… scopritelo!

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Curiosità

Questa curiosità ci riguarda molto da vicino. Siamo ancora commosse nel ricordarlo.

Era il 24 giugno del 2014 quando, cinque giovani ragazze, con tanta voglia di fare e un entusiasmo dirompente, fanno la loro prima uscita insieme… Tra le storie di fantasmi e il fuoco del falò di quella magica notte di San Giovanni… [continua a leggere]