#STORIEloghiPX: Flos!

Martedì, a Milano, è cominciato il Salone del mobile, 2015, quindi, a #STORIEloghiPX di cosa vi potremmo parlare? Al salone del mobile saranno presenti i più grandi designer, architetti artisti e artigiani del mondo legati design dell’arredamento. Parleremo proprio di uno dei partecipanti… volete un aiutino… ok… è famoso nel settore dell’illuminazione:

FLOS

Sarà molto importante colpire nel segno durante questo Salone del mobile perché fa da aperitivo a un evento che stiamo aspettando, indipendentemente da tutte le critiche che si possono fare, con ansia, perché gli occhi di tutto il mondo saranno puntati sull’Italia: l’Expo di Milano!

Al Salone del mobile vedremo le lampade dei migliori designer ma soprattutto protagoniste saranno le innovazioni tecnologiche: l’ultima frontiera nel campo dell’illuminazione sono i Led che garantiscono più luce ma in meno spazio… ecco la nuova sfida per i designer della luce!

“Per noi la luce è la materia con cui esprimere nuove idee e illuminare emozioni inesplorate.”

1962

Fu l’incontro tra l’imprenditore Dino Gavina – dalla personalità fortemente individualista – e l’inventore Merano Arturo Eisenkeil – determinato a fare nuove scoperte – ad accendere la luce per: Flos! Il primo era convinto che l’Italia si sarebbe ripresa dalle brutture della guerra con la bellezza di un arredamento unico perché personalizzato in ogni dettaglio. Le prime lampade di design vennero realizzate usando un materiale plastico – il Cocoon – che dava la possibilità ai designer di liberare tutta la loro creatività perché, dalla sua lavorazione, si potevano ottenere le forme più svariate.

Gavina con la sua convinzione e sicurezza che l’arredo dovesse sfondare in Italia convinse a partecipare al suo progetto anche i fratelli Castiglioni – Achille e Pier Giacomo – che diedero vita a una lampada destinata a diventare molto famosa:

la leggendaria Arco

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Nasce dall’idea di illuminare una stanza senza l’ingombro di un lampadario appeso al soffitto e potendosi spostare liberamente. Ha un basamento di marmo e la sua luce può arrivare fino a due metri di distanza.

1966

Ad occuparsi della gestione artistica non è più Dino Gavina ma Sergio Gandini. Il primo cambiamento che appone è legato al marketing, ci voleva un logo. Come grafico fu scelto Heinz Waibl che disegnò un carattere graziato dove la lettera “O” era leggermente ruotata a sinistra per dare quel tocco di dinamismo in grado di esprimere la creatività dei designer.

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La scritta venne inserita in un ottagono nero durante la campagna su una rivista specializzata nominata, appunto, Ottagono.

Vi fu anche una variante di Max Huber prima in un quadrano dagli angoli non perfettamente chiusi, poi, normalmente combacianti.

 

La prima invenzione del periodo Gandini fu la lampada disegnata da Tobia Scarpa:

Jucker

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Il suo design è ispirato alla scoperta dello spazio come dimostra il caschetto di copertura che poteva essere abbassato o alzato per modulare la luce. Fu la prima di una linea di lampade ispirate proprio allo spazio!

Questa nuova gestione artistica fu molto attenta alla comunicazione riuscendo ad ottenere sul il New York Times un intero articolo – nel 1965 – sull’Arco dei fratelli Castiglione.

1968 – 1970

Aprì il negozio di Milano. Flos in questi anni seguì il “boom” di creatività che si diffuse nell’arredamento ma con una profonda differenza: se gli altri prodotti scomparivano dopo poco, i suoi, avrebbero dovuto rimanere nel tempo. Questa doveva essere la regola. Ecco perché l’impegno nella comunicazione fu al primo posto: si creò un catalogo in edizione lusso.

Oltre ai modelli lusso i designer si divertirono anche a inventare soluzioni ironiche e originali come:

la lampada Snoopy

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Disegnata da Achille e Pier Giacomo Castiglioni proprio per ricordare il cagnolino più famoso dei fumetti: Snoopy.

Nel 1970 avvenne un cambiamento nel logo da parte di Pino Tovaglia dove i colori la fanno da padrone: quello dello sfondo del quadrato, blu/viola, e soprattutto quello del font, l’arancione, che verrà utilizzato anche per molti prodotti. Un altro accorgimento fu lo spostamento del font nella parte alta di sinistra del quadrato di sfondo.

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Nel 1971 Achille Castiglioni creò:

la lampada Parentesi

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Sostituì l’asta con una corda metallica ricurva che permetteva di stare in verticale senza bisogno di viti o perni.

1972

Il 26 maggio, molte delle lampade ideate dai designer di Flos, entrarono a far parte della collezione permanente di design del MoMA! Tra le quali compare quella ideata dai fratelli Castiglioni nel 1962:

la lampada Toio

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Più che una lampada, ha molto di una macchina: basta pensare che la luce proviene proprio da un fanale di automobile – fino a 300 watt – il bastone sottile che lo sorregge è ricavato da una canna da pesca – come si intuisce dal filo arrotolato proprio come quello di una lenza – fino ad arrivare alla base con il trasformatore a vista. Il concetto che volevano esprimere i fratelli Castiglioni era di come l’arte si può esprimere anche attraverso il riuso di prodotti industriali.

1976

Nacque un nuovo stabilimento a Brescia – i lavori erano cominciati nel 1972 – e grazie alle nuove strategie commerciali, con una distribuzione a negozi di grande prestigio – nel 1976 – venne ultimata. Ancora oggi, dopo diversi ampliamenti, rimane la sede di Flos.

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1981

Achille Castiglioni lanciò una nuova lampada da parete:

la lampada Giovi

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Grazie al supporto di acciaio stampato la luce viene riflessa a raggiera sembrando un sole.

Continuò, inoltre, il grande impegno nella comunicazione con articoli nelle più importanti riviste del settore e la partecipazione alle Fiere di Milano più famose sull’arredamento come: Euroluce e il Salone del mobile. Queste scelte di marketing permettono un ampliamento della ditta che – a Milano – aprì nuovi uffici, progettati da Achille Castiglioni insieme a Davide Boriani – nell’illuminazione ovviamente – e da Max Huber nel design del pavimento.

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1988

I tempi cambiarono anche per il design da interni con la nuova era del “Postmodern” ma Flos riuscì a rimanere sempre se stessa. Vi fu un’altra invenzione di Achille Castiglioni:

la lampada Taraxacum

pentapx-blogpx-storieloghipx-comunicazione-flos-1988-lampada-taraxacum-castiglioniFuel’ ultimo saluto e omaggio alle lampadine analogiche che – nel loro insieme – sembrano un fiore.

Decisiva per il successivo sviluppo strategico di Flos fu l’entrata di un nuovo designer, Philippe Starck, che inizialmente propose:

la lampada Arà

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La luce è dentro un corno mobile che permette di scegliere dove farla puntare. La collaborazione tra Piero Gandini e il nuovo designer si fece sempre più stretta.

1991

Piero Gandini fa il suo ultimo gesto da vero imprenditore, decise di rischiare, appoggiando un’innovativa idea dell’ormai affermato designer Philippe Starck. Quella di una lampada da tavolo pensata per gli alberghi:

la lampada Miss Sissi

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Fu un successo incredibile!

1995

La globalizzazione e la nascita del www non possono essere ignorate dalle azienda soprattutto se hanno una fama mondiale come Flos. A cambiare, oltre i prodotti, fu soprattutto la comunicazione con l’entrata di Bruno Le Moult che rivoluzionerà le vetrine e le copertine Flos: affiancando ai prodotti i loro progettisti.

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È anche l’anno dell’ultimo importante cambiamento del logo grazie al disegno di Bruno Le Moult: il font torna a dominare il centro del quadrato. Può essere posto su sfondo arancio, in versione bianco e nero o senza sfondo come avviene oggi nel sito web, in tutta la sua semplicità, proprio com’era stato pensato fin dall’inizio da Sergio Gandini!

 

ANNI 2000

Anche l’illuminazione subisce grandi innovazioni: si punta sul risparmio energetico e fanno la loro rivoluzionaria comparsa i Led.

Dalla collaborazione di Flos con un’azienda spagnola che produce in grandissima seria: Antares di Federico Martinez nacque: Flos Architectural Lighting. Collaborazione che permise di illuminare luoghi come: le hall per lo sport negli Stati Uniti e luoghi di culto fra cui la Basilica di San Clemente di Roma. La storia di Flos proseguì su questi due binari: da un lato la ricerca architettonica per illuminare gli spazi più disparati e dall’altra – non scomparve mai – la ricerca del bello e di nuove soluzioni di design!

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L’impegno nel ramo dell’architettura permise, anche, di finanziare iniziative di nuovi artisti emergenti come: gli spettacoli di luce messi in scena da Jenny Holzer, in tutta Roma, dal Gianicolo a Castel Sant’Angelo.

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Il futuro porta a nuove sfide come quella della sostenibilità, vedremo come verranno affrontate da Flos

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Flos