#STORIEloghiPX: Pirelli!

Come spesso succede a #STORIEloghiPX, lo spunto per la scelta delle mille storie di marchi famosi da raccontarvi, giunge dalla cronaca. Peccato che le notizie di cronaca per la maggior parte sono negative… come avrete capito, anche quella di oggi, parte da una vendita di azioni a discapito del made in Italy. Se vi diciamo grande multinazionale cinese, che marchio, vi viene in mente? Protagonista in questi giorni di tutti i media?

PIRELLI

Chem China, la società statale cinese, diventerà il nuovo socio di maggioranza della Pirelli! Che tristezza! Soprattutto perché è una delle tante… le eccellenze italiane sono sempre più partecipate straniere e sempre meno nostre. Questo fa arrabbiare anche perché dietro c’è tanta storia e qualità solo ed esclusivamente made Italy!

1872

Giovanni Battista Pirelli, si era appena laureato in ingegneria e aveva solo 24 anni, quando decise di fondare a Milano la “Pirelli & C.”. Il giovane Pirelli guardò al futuro, capendo subito che la produzione di gomma elastica era in espansione e non si lasciò sfuggire l’occasione: fu fra i primi ad addentrarsi in questo mercato! Inizialmente la produzione fu molto ridotta: tubi e cinghie in gomma. Non bastava… Pirelli comprese, con un intuito da vero imprenditore, la necessità di diversificare e di usare la gomma per qualsiasi applicazione: dai cavi per i telegrafi a quelli per gli apparecchi industriali, dai fili per gli apparecchi elettrici ai pneumatici per velocipedi e quelli per le prime biciclette.

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1888

Fu l’anno del primo marchio, una società in così grande espansione non poteva non dotarsi di un proprio marchio di fabbrica! Marchio che durò per tutto l’Ottocento.

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Caratterizzato dalla stella nera cerchiata e con la scritta della ragione sociale che segue il perimetro del cerchio. Questo primo logo, come anche il secondo, non avevano lo scopo di colpire con la sua immagine ma solo quello di identificare in maniera univoca l’azienda per differenziarla dalla concorrenza.

1901

Dalle biciclette ai pneumatici per le prime automobili “Ercole. Questo passaggio doveva essere sottolineato con un nuovo marchio: un ovale che richiamava le targa in stile Liberty con all’interno la scritta del luogo dove ha sede la fabbrica, Milano, e della ragione sociale vengono riportate soltanto le iniziali. Mancavano ancora i colori.

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1906 – 1907

Nel 1906, Pirelli partecipò all’Expò di Milano per cercare di superare una concorrenza che stava diventando sempre più dura: era il momento di puntare sul marketing per identificare la fabbrica anche attraverso un’immagine attraente e studiata nel design. Nacquero i primi cartelloni pubblicitari e nel 1907 la Pechino-Parigi portò alla prima vittoria sportiva dei fuori strada Itala” di Borghese e Barzini con pneumatici Pirelli. Vittoria che venne suggellata con un nuovo logo:

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Compaiono i colori: il dorato della corona d’alloro (simbolo di vittoria) che circonda il rombo azzurro con la scritta bianca Pirelli in font graziato e intersecato, la R e la E, con la C sotto e la & sopra.

Pirelli, oltre a possedere una mentalità fortemente innovativa, capì l’importante delocalizzare e internazionalizzare: si cominciò con la Spagna nel 1902, per poi passare alla Gran Bretagna nel 1914 e, solo tre anni dopo, addirittura all’Argentina.

1908

Il logo si semplifica nella sola scritta, “Pirelli”, ed è in questo anno che la P assunse la sua tipica forma attuale: allungato in modo da coprire tutte le altre lettere. L’idea nacque a New York, dall’incontro tra un commerciale Pirelli e il rappresentante locale, sicuramente rifacendosi alla firma di Giovanni Battista Pirelli che presentava proprio questa caratteristica. Il significato di questo allungamento si rifaceva alla caratteristica più tipica della gomma: la sua elasticità.

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Tantissime sono i tipi di font utilizzati per la scritta con la classica P allungata, eccone alcuni:

1923

La guida della fabbrica era passato nella mani del figlio di Giovanni Battista, Piero Pirelli, che nel 1918, fece raggiungere i 10mila dipendenti. Nel 1923 nacque una nuova tecnologia, la “Cord”, altamente innovativa, permise ai pneumatici Pirelli di essere sempre ai primi posti nelle gare automobilistiche di Formula 1, Rally, Superbike e nella Mille Miglia. Il logo utilizzò grazie arrotolate su se stesse differenziandosi dai precedenti proprio per segnalare questa importante innovazione tecnologica:

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1946

Fu disegnata una versione scudetto del logo:

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Visti le tantissime differenze tra font si cominciò a stabilire delle regole almeno sullo spessore delle lettere. Nel 1948 nacque il primo magazine che alternava alle pubblicità informazioni più tecniche.

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1950

Una nuova grande innovazione: il radiale “Cinturato” con una maggior tenuta di strada anche alle alte velocità. Chi si poteva aggiudicare la posa dei cavi per la nuova rete telefonica e televisiva? Ovviamente Pirelli.

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1960

Non poteva che essere un’area del Pirellone a diventare la sede direzionale di Pirelli. Nel 1964 partì uno degli strumenti pubblicitari di maggior successo: il calendario con le sue bellezze mozzafiato.

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Il logo assume le dimensioni e il font definitivi:

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Anni 70’ – 80’ – 90′

Nacquero altre gomme rivoluzionarie: le P7 o ribassati, chiamati così perché dotati di una copertura molto più bassa della larghezza del battistrada per garantire una tenuta maggiore. Quello che fu davvero rivoluzionario fu l’invenzione della fibra ottica con la prima linea telefonica, nel 1981, da Padova a Mestre. Nel 1982 Gregorietti dell’Unimark creò un manuale per l’uso del logotipo con nuove regole per il suo utilizzo che poi verrà completato da quello di Pierluigi Cerri con le regole cromatiche.

Continuò anche l’internazionalizzazione.

Nel 1997 il logo assume il suo aspetto definitivo: scritta rossa su sfondo giallo.

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2000

Pirelli, già entrata nel mercato edilizio, con la linea immobiliare Pirelli Real Estate, nel 2002 fece la sua comparsa anche nell’abbigliamento con la linea: PZero, nome del pneumatico che, nel Rally di Sanremo del 1987, equipaggiò la Berlinetta Ferrari F40. Un nuovo progetto produttivo, MIRS, portò alla fabbricazione automatizzata dei pneumatici. Per completare l’inaugurazione di questo ricco nuovo millennio: la nascita dei Pirelli Labs, sulla ricerca nel campo della fibra ottica, e l’entrata in borsa della Pirelli Real Estate.

2011

L’anno del rosso fuoco: Pirelli siglò un accordo infuocato che gli garantiva la fornitura esclusiva per la Formula 1, prima per il triennio 2011-2013, poi per il successivo, 2014-2016. Pirelli e Formula 1 sono insieme anche per la comunicazione sulla quale continuano ad investire moltissimo.

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Curiosità

Purtroppo la Pirelli è in “numerosa” compagnia in questo processo di vendita delle azioni all’estero: tantissime sono le società a capitale italiano partecipate in Cina. A dimostrarlo è il Report, “La Cina nel 2014”, attuato dal Centro Studi per l’Impresa Fondazione Italia Cina (CESIF), che indica questi dati a discapito del nostro Paese e a favore della Cina:

  • 1250 imprese a capitale italiano partecipate in Cina, la cui produzione genera 18.000 miliardi di euro di fatturato;
  • 187 imprese a capitale cinese partecipate in Italia, la cui produzione genera 2.852 miliardi di euro di fatturato.

 

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