#STORIEloghiPX: Nivea!

Festa delle donne alle porte: 8 marzo! Senza entrare nel merito della festa, a #STORIEloghiPX vogliamo parlarvi di un prodotto “donna”: perché molti lo vedono come prettamente femminile ma, in realtà, è usato da tutti. Vi aiutiamo: va spalmato sulla pelle e la sua confezione attuale è blu!

NIVEA

Dalla pelle dei bambini, a quella delle donne ma anche a quella degli uomini, specie dopo essersi fatti la barba!

1911

Tre volti uniti da una crema che, in pochissimo tempo, divenne famosa:

Isaac Lifschütz, nel 1900, era un giovane chimico, quando depositò il brevetto dell’Eucerit: un emulsionante che rappresentava una grande evoluzione, usata dapprima solo in campo medico perché permetteva legare l’acqua e l’olio in unguento stabile. Questo unguento dava effettivamente ristoro ai pazienti ai quali era sottoposto. Proprio questi effetti positivi furono notati dal dermatologo Paul Gerson Unna che presentò questa formula al farmacista e imprenditore Oscar Troplowitz. La mentalità imprenditoriale unita all’esperienza farmaceutica fece accendere la “lampadina”: l’emulsionante poteva essere perfetta per una crema da usare nella cosmetica che si differenziava dalle altre per la lunga durata nel tempo: non irrancidiva. Sempre da imprenditore, capiva che per metterla in commercio, necessitava di un nome che colpisse. La ricerca non fu difficile perché fu lo stesso colore della crema a suggerirglielo: bianco, un bianco così intenso, da sembrare neve. Pensò al latino e a due parole, dalla cui unione nacque il naming della nuova crema:

NIX (neve) + NIVIS (della neve) = NIVEA

Nel dicembre 1911 la crema Nivea entrò nel mercato tedesco ma anche inglese e austroungarico.

Oscar Troplowitz, oltre al naming, pensò anche al packaging. In quel periodo era molto di moda lo stile Liberty noto anche come Art Nouveau caratterizzato dalla presenza di motivi floreali. Il colore scelto fu il giallo con motivi verdi e rossi che formano un cerchio che incrocia il naming.

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Un successo tra le donne di tutte le nazionalità con 450mila confezioni vendute in un anno!

1912

Il primo slogan che indica, appunto, come inizialmente si puntasse molto su un pubblico prettamente femminile:

“A immagine e somiglianza della donna”

1916

Fa strano effetto vedere questo packaging così diverso da quello minimalista al quale siamo abituati. Qui i colori erano più di due, la scritta con grazie accentuate che ben si adattavano alle linee intrecciate, verdi e rosse, della cornice. In quest’anno la confezione rimase praticamente uguale, il giallo si fa più chiaro e la cornice più larga.

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1924

Cambiano le mode e cambiano le abitudini: dalla bellezza malaticcia dove bisognava apparire pallidi e bianchi si passa a una bellezza salutare dove la pelle aveva il suo colorito normale e apparire sani e in forma non era più negativo!

Anche Nivea dovette adattarsi al cambiamento con una campagna pubblicitaria che seguisse la nuova moda. Tutto nacque per caso, dalla curiosità e capacità di guardarsi intorno tipica del pubblicitario. A Juan Gregorio Clausen, Capo del Reparto Pubblicità, non sfuggì la foto di tre ragazzini dal volto sano, sorridente e tenero, appesa sulla vetrina di un fotografo. Non perse tempo, acquistò i diritti d’immagine e chiese il consenso ai genitori trasformando, Rolf-Robert, Peter e Wilhelm Wiethüchter, in star con tantissime fan che addirittura li chiedevano come mariti:

I RAGAZZI NIVEA

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1925

La grande svolta del marchio… vengono introdotti i colori a cui siamo ancora abituati:

BIANCO E BLU

Ben poco è cambiato nel corso degli anni:

  • il colore con diverse sfumature di blu;
  • il font che inizialmente scelse grazie lapidarie per poi eliminarle completamente e passare anche a un minor spessore.

Questo cambiamento non poteva che essere battezzato con una campagna pubblicitaria ad hoc! Venne lanciato un concorso:

“Non stiamo cercando delle bellezze straordinarie, debuttanti o giovani con i riccioli da baciare. Stiamo cercando ragazze dalla bellezza naturale e semplice.”

Notate qualche differenza dagli annunci di oggi??? Bellezza normale!!! Sottolineo solo questo accostamento di parole.

Il destino volle che una madre, che non aveva mai acquistato neanche un prodotto Nivea perché, insieme alla famiglia, si era trasferita da poco in Germania, dalle isole Samoa dove non veniva venduta la crema, lesse quell’annuncio e pensò – Le mie figlie sono perfette!

Comunicatolo al marito lo trovò assolutamente contrario, così, iscrisse le figlie in segreto. Un segreto ben presto rivelato e accettato perché furono proprio Margot, Elfriede e Hertha Fröhlich ad essere scelte tra più di 1000 candidate! Nascono:

LE RAGAZZE NIVEA

Come già era accaduto per i “ragazzi Nivea” anche le ragazze ebbero un enorme successo e come i loro predecessori veivano salutati da tutti con

 “Ciao NIVEA”

1930 e Nazismo

Quando si arriva al successo cominciano anche le imitazioni: cosa che avvenne anche per la Nivea a partire dagli anni 30’! Con il nazismo, invece, l’azienda incontrò non pochi problemi. L’antisemitismo non risparmiò neanche un prodotto… che cominciarono ad essere chiamati dispregiativamente col nome di “crema degli ebrei” perché a capo del consiglio di amministrazione c’era proprio un ebreo che venne presto obbligato ad essere sostituito. Con la caduta del nazismo, vennero riacquistati, uno per uno, la proprietaria i diritti sul marchio Nivea, che in molti paesi, erano stati perduti dalla società.

1936

Nel 1936 Nivea, cavalcò la nuova moda, di passare il tempo libero, in spiaggia, inventando la prima crema con schermo solare!

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Prima essere abbronzati era visto come degradante perché caratterizzava le persone di basso rango: coloro che stavano a lavorare tutto il giorno all’aperto. Soprattutto da quando, nel 1923, Coco Chanel venne immortalata abbronzata, creando grande scalpore e cambiando le abitudini di intere generazioni! È il caso di dire: W l’abbronzatura!

1960

Sono gli anni del boom economico e anche delle prime automobili: avendo più soldi e riuscendo a fare tragitti più lunghi nascono le vacanze. Quelle più gettonate sono al mare! La spiaggia e la tintarella diventano la moda di quegli anni! Nivea, decide di scendere tra la genta, con veri e propri camper!

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Qui, venivano distribuiti i famosi palloni Nivea a chiunque portasse con sé un prodotto. Quei palloni erano richiestissimi, tanto che i camper non riuscivano neanche a raggiungere le spiagge perché erano assaliti ancor prima di raggiungerle! Inoltre, in molti volevano le creme solari Nivea perché, proprio in quel periodo, la ricerca scientifica, scoprì i danni cutanei a cui portava l’esposizione della pelle al sole se non accuratamente protetta.

 

2011

Si festeggiano i 100 anni dal lontano 1911 anno di nascita del marchio Nivea.

BUON COMPLEANNO NIVEA

Festeggiato con tre momenti di grande stile:

1 – TESTIMONIAL

Chi è stata scelta come testimonial? Ve lo ricordate?

Penso che dalle prime note avrete capito… Una testimonial davvero d’eccezione:

RIHANNA

Sono passati ben 100 anni dal primo slogan “A immagine e somiglianza della donna”, si ritorna alla donna, nella persona della testimonial, Rihanna, che ha prestato il suo viso per la campagna pubblicitaria.

“NIVEA si impegna perché tutti possano star bene nella propria pelle. Proprio per questo, abbiamo cercato qualcuno capace di trasmettere emozioni e appassionare le persone, qualcuno che “si senta bene nella propria pelle”. Rihanna è tutto questo”.

Ma soprattutto, come abbiamo sentito nel video, la sua canzone “California King Bed” è diventata la colonna sonora dello spot televisivo.

Riportiamo alcune frasi significative:

Chest to chest
Nose to nose
Palm to palm
We were always just that close

Ad esse si vuole rifare tutta la campagna perché, come dice la stessa azienda, il testo della canzone:

“racconta l’importanza delle relazioni, dell’intimità e del contatto”.

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2- SOCIAL NETWORK

Una comunicazione che si avvicina sempre di più ai nati digitali. Su Facebook, un’applicazione permise di girare un video immedesimandosi in Rihanna, proprio come dice la canzone “palmo a palmo” e “guancia a guancia”, perché permetteva di riprodurre i movimenti della cantante. Sempre, sui social, venne lanciato il “Concorso per la pelle e per la vita”: bastava scattare una foto con un prodotto Nivea per partecipare all’estrazione di premi.

3 – METROPOL

Lo spazio del Metropol di Milano è stato trasformato in uno shop/museo “multisensoriale”. Uno spazio così non era mai stato pensato: i visitatori venivano a “contatto sensoriale” con i prodotti Nivea, sia olfattivo, sia visivo e anche tattile!

  • Museo perché venivano esposte opere d’arte dedicate a Nivea.
  • Shop perché venivano vendute i prodotti di tutte le linee Nivea.

Oggi

Ormai, oltre la crema, ci sono tantissimi altri prodotti a marca Nivea, il cui scopo è, però, rimasto invariato nel tempo: proteggere la nostra pelle e renderla più bella, infatti alla base vi è sempre la ricerca scientifica. Anche il packaging è creato appositamente per seguire la filosofia del brand: blu e bianco i colori dominanti!

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Per avvicinarsi al pubblico maschile è stata creata una linea apposita:

NIVEA FOR MAN

Curiosità

Il nome “Eucerit”, l’emulsionante presente ancora oggi nelle creme Nivea, significa “la bella cera” da una parola di origine greca.

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Nivea