#BELINchestoriePX: la Lanterna!

A #BELINchestoriePX un simbolo inconfondibile che veglia su Genova dai 117 metri della sua altezza… so che avrete già capito…

Ogni città ha il suo simbolo e ogni cittadino si affeziona ad esso. Un affetto che fa apparire tale simbolo come il più bello. È esattamente quello che accade per i genovesi con la Lanterna: esercita un fascino ammaliante! La sua luce che, nella notte, illumina il mare ci fa sentire protetti: è il faro che veglia sulla città e la protegge da tutto. E poi… la Lanterna è bella! Quando vieni dal mare e la vedi ti senti a casa… quando si torna, anche semplicemente da un viaggio, siamo sul terrazzo della nave che si sta avvicinando alla costa, ci affacciamo e… spicca questa sagoma verticale inconfondibile… rimaniamo ad osservarla, senza parole, per qualche lunghissimo secondo, e ne capiamo tutta la bellezza magari data per scontata ma che, in quei momenti, ci fa pensare – Sono a casa!

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UN PO’ DI STORIA

È nel Medioevo che cominciarono ad essere costruiti i primi fari per illuminare l’acqua del mare nella notte e guidare le navi nei porti. La Superba, poi, famosa come Repubblica Marinara, aveva un florido commercio e il suo porto era frequentatissimo da navi che portavano ogni specie di prodotti esotici. Non poteva proprio non avere un suo faro… degno del suo “superbo nome”… non un semplice faro ma:

LA LANTERNA

 

LE LEGGENDE

La sua nascita non è avvolta dal mistero…

 

1129

“Habent facere guardiam ad turrem capiti fari”

Questo l’obbligo che gli abitanti, di una località intorno al colle di San Benigno, chiamata Capo di Faro, avevano nei confronti del faro costruito lì: oltre a fare la guardia dovevano anche alimentare costantemente il suo fuoco con erica e ginestra secca, in modo che la sua luce non si spegnesse mai!

 

 

1161

Il faro continuò a ricevere incessanti manutenzioni: venne proprio approvato un decreto che obbligava le navi che approdavano a pagare una tassa con cui contribuivano a pagare coloro che, ogni giorno, portavano avanti il difficile compito di alimentare il fuoco con sterpaglie che dovevano essere trasportate dalle alture fin in cima alla torre.

 

 

1290 al 1340

È il periodo in cui nascono i custodi del faro: i Salvatori del Porto“! Grazie a loro, sulla facciata Nord, venne dipinto lo stemma di Genova: la croce rossa su campo bianco! Attenzione: non è quello ben visibile oggi, che fu progettato molto più avanti, nel 1785, per poi essere restaurato nel 1991.

 

 

Guelfi e Ghibellini

In una battaglia contro i loro acerrimi nemici i Guelfi trovano rifugio proprio nel faro, si trincerano lì dentro per proteggersi dai “bombardamenti” avversari: grossi massi lanciati con le catapulte. Studiarono un modo per farsi arrivare delle provviste da una galea ancorata al porto: lo stratagemma funzionò benissimo ma non servì… i Ghibellini si resero conto dell’inutilità dell’assedio e cercarono un altro modo per raggiungere i loro nemici: scavarono le fondamenta della torre, che per fortuna non crollò, ma i Guelfi furono sterminati.

 

1400

La Lanterna fu adibita a prigione… una prigione per ospiti speciali: Jacopo Lusignani e sua moglie Carlotta che sacrificarono la loro libertà per avere in cambio la promessa che il trono di Cipro sarebbe spettato a Pietro Lusignani. Carlotta proprio nella torre, fra il rumore del mare e il silenzio del cielo, diede alla luce suo figlio. Alcuni parlano di 5 anni di prigionia, altri di ben 10.

 

 

1778

Allora non esistevano parafulmini, che comparvero sulla cima della Lanterna, solo nel 1778 e così, i sacerdoti che la proteggevano, coprirono le sue pareti con delle lastre di marmo con incise preghiere ma, ovviamente, i fulmini smisero di colpirla solo con la costruzione del parafulmine.

 

1543

La leggenda più popolare ma anche la più triste è quella secondo la quale, nel 1543, quando, la Lanterna raggiunse le forme che la contraddistinguono ancora adesso, l’architetto che la progettò, andò incontro a un brutale destino: il Doge diede l’ordine di gettarlo giù dalla torre così nessuno avrebbe potuto imitare quel progetto così imponente. Anche il nome di questo sfortunato architetto è un mistero!

 

Passiamo alla struttura

La Lanterna è alta 76 metri e questo le permette di vantarsi di un primato non da poco: è il faro più alto del Mediterraneo! In Europa da primo è passato a secondo dopo la costruzione del faro di Ile Vierge: la Francia ci ha rubato il primato mondiale nel 1902 per soli 5 metri…

 

Avete mai fatto la strada che porta alla Lanterna?

È un percorso breve ma dal quale si può osservare il cuore del Porto di Genova. La cosa più interessante sono i pannelli che ci accompagnano durante la strada: vi consiglio di fermarvi a leggerli perché raccontano tutte le varie fasi di costruzione della Lanterna e alcune simpatiche curiosità! Si arriva proprio sotto al faro e si rimane stupiti dalla sua imponenza e da quanto ci si senta piccini al suo cospetto. Per proseguire la visita all’interno del Museo bisogna pagare pochi spiccioli ma… ne vale la pena!

Scoprirete che da qualsiasi posizione osservate la Lanterna potete ammirarne tutti e tre i lati come viene descritto in questo antico canto di mare dove un marinaio racconta di un incontro con una fioraia.

Lanterna de Zena
Lanterna de Zena
l’è faeta a trei canti
Maria co-i guanti
lasciaela passa’!
A tr’oue de nèutte
e tutti l’han vista
a fava a fiurista
vestia da mainà.
Cattaeghe ‘na roba
cattaeghe un fresetto
cerchaeghe un ometto
pe fàla ballà.
Lanterna di Genova
Lanterna di Genova
é fatta a tre angoli
Maria con i guanti
lasciatela passare!
Alle tre di notte
e tutti l’hanno vista
faceva la fioraia
vestita da marinaio.
Compratele un vestito
compratele un nastro
cercatele un ometto
per farla ballare.

P.s: mandateci le vostre foto!