#STORIEloghiPX: Ferrero!

Oggi a #STORIEloghiPX non potevamo che parlare di questo logo e della storia della famiglia che l’ha portato al successo:

FERRERO

Appena abbiamo sentito la notizia della morte di Michele Ferrero ci siamo rimaste male! Certi colossi, anche se non si conoscono personalmente, entrano a far parte delle nostre vite con i loro prodotti immortali!

Eccone alcuni:

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Qual è il vostro preferito?

 

1942

Una storia, quella della Ferrero, che mostra come, anche durante un periodo tragico, in piena Seconda Guerra Mondiale, ci fu spazio per la “dolcezza”. Protagonista una piccola cittadina del Piemonte: Alba. È qui che, nel 1942, Pietro Ferrero, diede vita al primo stabilimento, attivo ancora oggi. Stabilimento di bontà!

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“Creare dolcezza”, durante la guerra, non fu certo semplice: mancavano tutti gli ingredienti base e trovarli era difficilissimo! E nelle difficoltà… esce fuori il genio imprenditoriale.

 

1946

Qual era la ricchezza del territorio?

 Oltre al famoso tartufo bianco, Alba, è anche la patria delle nocciole.

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Ed ecco che, sfruttando una materia prima di cui era ricco il territorio, nacque il primo prodotto Ferrero che otterrà un immediato successo di “palati” reso, ancora più gustoso, del basso costo:

 il giandujot

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Una pasta gianduia compatta a base di nocciole da tagliare e mangiare con una fetta di pane. Con il primo prodotto comincia anche il marketing, nonostante il periodo, non si risparmia, ci si crede fino in fondo e si punta sulla pubblicità: una sorridente maschera piemontese (chiamata proprio giandujot) con ai lati due bambini e la scritta Ferrero con un font calligrafico tale da riprodurre la firma della famiglia. Il sorriso della maschera era un chiaro messaggio di ottimismo: la guerra era finita e si guardava alla ricostruzione!

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1950

Nacque la prima linea di prodotti dedicata ai ragazzi e i furgoncini Ferrero cominciarono a viaggiare in tutta Italia.

 

1951

L’anno della nascita dell’antenata della Nutella: la Supercrema!

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Si narra che, a far nascere l’idea di un prodotto da conservare in barattoli di vetro e non più nella carta stagnola, e di conseguenza, il passaggio dai panetti alla crema, fu dovuto al grande caldo dell’estate del 1949, tale da far sciogliere i giandujot. La Supercrema resisteva a tutte le temperature ed era spalmabile! Cosa vi ricorda?

1954

Il nuovo marchio! La maschera giandujot venne sostituita perché rappresentava solo un prodotto: fu mantenuto solo il font calligrafico, simile ma più moderno, la grazie superiore della “F” si allunga per tutta la lunghezza della scritta e, a metà, compare una corona stilizzata rossa, a ricordare la città dove tutto è nato, Alba.

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1956

Dal piccolo paesino di Alba, chi l’avrebbe mai detto… alla Germania, precisamente a Stadtallendorf, nell’Assia. Qui nacque il:

Mon Cherì

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Una pralina in cioccolato fondente ripiena di liquore e ciliegia curato in ogni dettaglio: il colore rosso per richiamo le forti emozioni del morsicare e il nome richiama la delicatezza di regalare all’amica del cuore questa delicata dolcezza. Fu subito un successo!

 

1957

Entrò un altro membro della famiglia: il ventenne Michele Ferrero. Le sue intuizioni, tramutate in prodotti, si rivelano così vincenti per creatività e soprattutto per una capacità che gli invidiamo molto: creare strategie promozionali che fecero il successo di quei prodotti che tutti conosciamo. Questo post vuole soprattutto ricordare questo indimenticabile imprenditore!

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1961

Sulla scia del successo del Mon Cherì e del suo marketing si aprirono nuove sedi estere in: Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Danimarca, Svezia, Svizzera e Gran Bretagna. Vicino a Milano, a Pozzuolo Martesana, e nel Sud, ad Avellino, vennero aperti nuovi stabilimenti perché l’Italia doveva rimanere il mercato principale. Erano gli anni delle réclame e Ferrero non si lasciò certo sfuggire questa opportunità di visibilità: creò dei personaggi indimenticabili… vi dicono qualcosa Jo Condor e il Gigante Buono.

Fu anche l’anno della merendina ripiena, inizialmente, con marmellata di albicocca o ciliegia:

 la Ferrero Brioss

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Michele Ferrero decise di modificare la ricetta della Supercrema sostituendo il burro di cacao con oli vegetali, una miscela che racchiude uno dei segreti aziendali più affascinanti di tutti i tempi.

La Nutella

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Naming: nut (che in inglese indica sia le noci sia le nocciole) + ella (suffisso femminile italiano per indicare dolcezza e delicatezza).

Font: lineare e moderno dove solo l’iniziale “N” è in nero, le nocciole, e tutte le altre lettere sono in rosso per trasmettere energia e calore.

Fu anche l’anno di una tortina ricoperta di cacao magro:

 la Fiesta

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Soprattutto fu l’anno della fondazione del marchio che è rimasto inalterato fino ad oggi: non è più uno script e non presenta più il simbolo della corona, le grazie danno un aspetto regale al font e, nel 2011, nacque proprio un intero alfabeto su questi caratteri.

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1968 e 1969

La ditta non si dedicò solo ai ragazzi ma con il Pocket Coffee si riuscì a conquistare gli adulti: prodotto creato appositamente per loro, per le pause caffè. Il 68’ è anche l’anno del Kinder cioccolato, barrette al cioccolato ripiene al latte, pensate per andare incontro alle esigenze delle mamme sempre più attente alla scelta alimentari dei figli: “più latte meno cacao”.

Con i nuovi prodotti Kinder, cosa non poteva mancare? Ma naturalmente: il marchio!

Naming: deriva da un termine tedesco Kinder = bambini. Per far capire da subito il target a cui sono rivolti i nuovi prodotti.

Font: viene usato lo stesso della Nutella e con lo stesso principio (iniziale nera, resto della parola rosso).

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Nel 69’ Michele Ferrero cercò di diversificare la produzione: voleva staccarsi dall’idea che si producesse solo “Cioccolato e Nocciole”, voleva andare oltre, pensò a un piccolo confetto alla menta il cui successo mondiale fu legato soprattutto al suo packaging innovativo: una mini scatola dispenser, mai vista ma che piacque immediatamente anche per la praticità di poterla aprire con un solo dito.

 le Tic Tac

Nel 69′ inaugurò un ufficio nella Grande Mela e negli anni successivi in quasi in tutto il mondo!

 

1972

Eccolo… l’infuso di tè riconoscibile per il suo packaging pratico ed originale che, come per le Tic Tac, fece la differenza: un bric con cannuccia!

L’Estathé

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1973 – 1974 -1975 -1981

Michele Ferrero aveva colpito nel segno: i prodotti “più latte meno cacao” funzionavano perfettamente, piacevano ai ragazzi e alle mamme. Quindi perché non creare una linea di prodotti con queste caratteristiche? Via alla Kinder Division!

Fra cui… come dimenticare il Kinder Sorpresa, troppi ricordi, sorpresine che hanno fatto la storia, potremmo scrivere un articolo intero dedicato solo a lui, come del resto a ogni singolo prodotto.

Ecco alcuni prodotti della Kinder Division:

 

1982 – 1985 – 1987 – 1989

Se dico: “Ambrogio! Ho un leggero languorino!”

Sono sicura che vi verrà in mente questo spot:

La piramide è fatta di un nuovo prodotto che, con la sua regale confezione goffrata dorata, fu un altro successo globale:

Ferrero Rocher

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Si inizia con uno strato di cioccolato ricoperto di noccioline sbriciolate, si passa a una sottile cialda di wafer che aggiunge croccantezza per giungere al ripieno morbido e cremoso che porta alla nocciola intera finale!

Per scoprire gli altri prodotti di quegli anni rifacciamo il giochino, leggete i payoff senza guardare i video e vediamo se indovinate!

Se vi dico:

– “Fuori croccantissimo dentro morbidissimo!”

– “Togliti la voglia resta sempre in forma.”

– “Bontà a cuor leggero.”

– “L’equilibrio giusto tra nutrimento e gusto.”

– “Felici per l’uovo e felici per la sorpresa.”

1985 – Kinder Delicè

1987 – Tronky e Duplo

1989 – Kinder gran sorpresa

1990

L’ultima frase è legata al Kinder Bueno – Bontà a cuor leggero!

Per rilanciale l’azienda, in un periodo di forte concorrenza, vennero in aiuto i mondiali di calcio: “Italia 90’”! La promozione “vinci campione” fece ricorso a testimonial come Gullit, Vialli, Mattheus, Ruben Sosa e a premi come magliette, tute e palloni firmati!

Michele Ferrero non poteva non mettere in moto, anche in quell’anno, la sua fantasia e soprattutto la sua voglia di “freschezza”: prodotti freschi e genuini da tenere in frigo.

Se vi dico:

– “Ogni giorno il tuo attimo di paradiso.”

– “Rinfresca le idee.”

– “Una dolce carezza.”

1990 – Kinder fetta al latte

1992 – Kinder Pinguì

1994 – Kinder Paradiso

La freschezza si esprime anche nelle praline con la nascita di:

Raffaello

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La componente che garantisce freschezza è il cocco, ingrediente molto apprezzato, e le piccole scagliette che lo ricoprono.

 

1994

Di questo anno non possiamo non parlare perché, vivendo a Genova, siamo molto sensibili alle alluvioni. Era novembre e ad Alba l’alluvione causò diverse vittime, la Ferrero subì molti danni costringendo la produzione a fermarsi. Furono proprio gli operai a rimboccarsi le maniche e a riportare in attività la fabbrica in sole due settimane.

1997

È il turno della terza generazione: dei figli di Michele, Pietro e Giovanni Ferrero.

 

2004

Tanti compleanni: in primis i 40 anni della Nutella e i tre decenni del Kinder Sorpresa e… una mostra che ha fatto il giro del mondo: le famosissime collezioni delle sorpresine kinder! Ma wow! E poi… Buoni 80 anni Michele Ferrero!

 

2006 – 2007 – 2008

Se vi dico?

– Il nettare degli dei

Il 2006 è l’anno del Gran Soleil, un prodotto completamente diverso: una vaschetta monodose da conservare in freezer che riprense il concetto di freschezza.

Nel 2007 nacquero tre praline, tre gusti, tre colori:

Ferrero Garden

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Una sottile cialda di wafer, come involucro, di una crema diversa a seconda del gusto e che ricopre il frutto.

  • mandorla – giallo
  • pistacchio – verde
  • nocciola – marrone

 

Nel 2008 altre nuove praline:

i Rondnoir

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Il sottile strato di wafer è ricoperto dalla granella di cioccolato fondente che ricopre la crema di cacao sopra la perla fondente.

I prodotti del II millennio:

2011

Un’azienda come Ferrero non poteva non festeggiare i 150 anni dell’unità d’Italia con alcune confezioni speciali, in verde – bianco – rosso, per i prodotti più significativi dell’azienda.

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In aprile morì Pietro Ferrero durante una missione umanitaria in Sud Africa: si andò avanti e oggi muore un altro, il grande… Addio Michele, grazie per quei dolci prodotti unici in tutto!

 

Curiosità:

Uno dei prodotti certamente più apprezzati ed amati è la Nutella (con 365 mila tonnellate annue vendute in 75 paesi): un amore così forte da portare alla nascita, nel 2007, della “Giornata mondiale della Nutella”, celebrata il 5 febbraio di ogni anno. Pensata che il fenomeno “Nutella” è studiato persino dai sociologi!!!

Michele Ferreo creò anche, nel 1983, una fondazione, www.fondazioneferrero.it, i cui principi “lavorare, creare, donare” si rivolgono alla cultura, all’impegno sociale e ai giovani.

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