#STORIEloghiPX: Kodak!

La storia che vi raccontiamo oggi parla di un triste legame: quello tra il fondatore e la sua azienda. Triste ma così forte che li ha uniti nella buona e nella cattiva sorte. Quello tra:

George Eastman e Kodak

Hanno raggiunto il successo insieme poi… la malattia! Si è portata via prima Eastman…  Costretto per sempre a rimanere su una sedie a rotelle, con dolori che non avrebbero fatto altro che aumentare, decise che era giunto il momento di andarsene.

“Ai miei amici: il mio lavoro è compiuto. Perché aspettare?”

Le parole che scrisse prima di suicidarsi… Lasciava la sua Kodak nel pieno del successo: era il 1932. Facciamo un balzo indietro: Eastman, dopo la morte del padre, dovette mettersi a lavorare per mantenere la sua famiglia. Cominciò a lavorare in una Assicurazione ma la paga era davvero bassa, così studiava e studiava in ogni momento libero. Ci vollero cinque anni prima che trovasse un lavoro che gli triplicasse lo stipendio alla Rochester Savings Bank. Non poteva non festeggiare!! Meta Santo Domingo! Un amico gli consigliò di comprarsi l’attrezzatura fotografica per immortalare e potersi ricordare per sempre quei luoghi! La svolta: a quel tempo le macchine fotografiche erano molto molto diverse da quelle che maneggiamo abitualmente, diciamo che non erano propriamente maneggevoli:

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Funzionavano attraverso lastre di vetro che permettevano di catturare l’immagine e, per usarla, servivano molti strumenti: sostegni per le lastre, serbatoi in vetro, un treppiede, una tenda dove sviluppare le immagini.

Niente più viaggio a Santo Domingo la sua 21 pollici lo soddisfaceva già abbastanza: si appassionò! Dalla passione all’impresa: nel 1880 fonda la sua prima società inventando un nuovo sistema per fare foto basato su lastre a secco! Un fallimento! Non si arrese, era sicuro di essere sulla strada giusta, voleva:

“Rendere la macchina fotografica conveniente come una matita”

Ce la fece davvero: inventò il rullino, quella pellicola trasparente che cambiò il modo di fare fotografia rendendolo accessibile a tutti. Noi ce lo ricordiamo benissimo, Voi?

Il rullino ebbe un immediato successo di massa e segnò la fine delle lastre a secco. Il genio di Eastman non consistette solo nell’inventare ma anche nel COMUNICARE! Come nuovo fu il rullino lo fu anche il suo markenting:

  • scelse un naming facilmente orecchiabile KODAK, un nome da lui inventato, voleva usare a tutti i costi la lettera K, la sua preferita forse perché l’iniziale della madre. Dopo alcuni esperimenti tra parole che iniziavano e finivano con K, scelse quella che suonava meglio!
  • fu uno dei primi a ricorrere alla pubblicità con uno slogan estremamente innovativo che si addiceva perfettamente allo scopo di rendere la fotografia non più un’arte di pochi ma una passione per tutti!

“Tu premi il bottone, noi facciamo il resto”

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  •  Fu se non il primo poco ci manca a legare al naming e al payoff un logo che seguì i cambiamenti del tempo: il primo, nel 1970, era poco leggibile così, nel 1935, il secondo logo mise in evidenza la scritta Kodak colorandola di rosso e posizionandola su uno sfondo giallo, tali colori continueranno a rappresentarla anche con il terzo logo dove la scritta perde le grazie ed è inserita in un box dalla forma più moderna. Infine nel 2006 l’ultimo logo, rimane solo il font in un unico colore, il rosso, per trasmettere amore, passione e coraggio.

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Il successo delle nuove macchine fotografiche Kodak sbaragliò il sistema delle lastre e fu davvero POPOLARE, proprio come sognava Eastman, tanto che in tutta l’America ogni ricordo fotografato era chiamato: Kodak moment! Indovinate un po’ di che marca fu la prima macchina fotografica che sbarcò sulla Luna e ci regalò le prime immagini del più romantico dei satelliti??

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La “malattia” contagiò anche la creazione di Eastman: lui se ne andò prima… non lo avrebbe sopportato… Così come il rullino segnò la fine delle lastre di vetro, il digitale fu la rovina della pellicola: questo è il destino dell’innovazione tecnologica…

In ogni caso, noi, da appassionate di fotografia, non possiamo altro che dire GRAZIE a Eastman e alla sua Kodak!

Curiosità:

Fu proprio la Kodak a progettare per prima la tecnologia per la fotografia digitale ma, non riuscendo a venderla, la abbandonò: la beffa del destino!