#STORIEloghiPX: McDonald’s!

Alle fermate dei mezzi pubblici, sui lati stessi dei bus e nei luoghi di affissione, vi sarà sicuramente caduto l’occhio su alcuni manifesti: i più semplici, rappresentanti più che immagini, le icone che troviamo su internet. Vi sarete chiesti cosa rappresentano e, scommettiamo, dopo pochi secondi avrete collegato quelle immagini iconizzate ai prodotti del McDonald’s, addirittura senza accorgervi del logo che, così piccolo accanto all’immagine, non si nota quasi. Questa l’idea per la nuova campagna pubblicitaria “Big 6”: i 6 grandi prodotti del McDonald’s sono così famosi da essere riconoscibili anche attraverso semplicissime icone.

Cosa ne pensate?

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Noi oggi, però, vogliamo parlarvi di quel minuscolo logo e della sua storia. È proprio grazie a quel logo, alla sua storia e alla sua fama che, oggi, la campagna pubblicitaria “Big 6”, può permettersi di renderlo quasi invisibile. La forza che ha conquistato negli anni gli permette di esserci anche senza comparire. Succede solo per aziende dove il marketing l’ha fatta da padrone!

 

Tutto cominciò nel 1930… Dick e Mac McDonald avevano aperto un cinema ma fu un flop e dopo 4 anni, dove gli incassi non  bastavano neanche per pagare l’affitto delle sale, non poterono fare a meno di chiudere.

Secondo voi si rassegnarono?

No di certo, ancora più agguerriti, nel 1937 ebbero un’idea, il genio: sull’onda del successo dei drive-in si aprirono uno stand di hot-dog. Da lì, la grande ascesa: nel 1940 l’inaugurazione del primo ristorante “McDonalds”. I fratelli e il loro cognome erano già famosi, soprattutto tra i giovani, per due caratteristiche fondamentali che ne sanciranno il successo: prezzi bassi e servizio rapito anzi “Speedee” come il nome della mascotte che compare nel primo logo, uno chef con la faccia da hamburger!

1953

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Questo sistema altamente efficiente venne perfezionato e nacque lo “Speedee Service System” così funzionale che cominciarono a nascere diversi McDonald’s in franchising: tutti mantenevano lo stesso nome e lo stesso logo perché riconoscibilissimo! Proprio per il franchising nacque un’architettura per il ristorante: su entrambi i lati comparvero per la prima volta i “geniali” archi gialli che formano la lettera M che è proprio l’iniziale di McDonald’s. Nel 1961 Ray Kroc, uno dei fornitori del ristorante, comprò il marchio e decise di inserire i due archi gialli nel logo. Per la realizzazione di questo nuovo logo fu incaricato l’ingegnere Jim Schindler che, oltre agli archi, introdusse un altro elemento architettonico distintivo dei fast food, la linea gialla  che attraversa la “M” rappresenta appunto la forma del tetto tipico di questi ristoranti: più alto nella parte anteriore e inferiore sul retro.

1963

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Da questo momento in poi le arcate dorate, “Golden Arches“, divennero il simbolo inconfondibile di tutti i McDonald’s che continuarono ad aprire in tutto il mondo.

Anche le Mascotte hanno un ruolo fondamentale nel marketing e subirono diversi cambiamenti: “Speedee” venne sostituito dal clown Ronald (prima immagine) e nel 1970, per una nuovo campagna pubblicitaria, nacque Archy (seconda immagine). Archy, il cui nome voleva riprendere i Golden Arches del logo, ebbe poca fortuna a causa di un omonimo Arch McDonald al Senato americano. Ronald, invece, ebbe un successo strepitoso: il pagliaccio con cui chiunque vuole farsi una foto! Sbaragliò tutte le altre mascotte e divenne un’altra icona insostituibile per il marchio McDonald’s!

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Nel 1985 i “Golden Arches” vengono avvicinati per formare meglio la “M” e contornati da uno sfondo rosso. Scelta legata ai sentimenti di passione, determinazione, energia e vitalità a cui richiama il rosso.

1985

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Tutti vi ricorderete la campagna pubblicitaria del 2003! Basta che dica “I’m lovin’ it” e collegherete la frase a questo logo:

2003

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Oggi, lo sfondo dei “Golden Arches” è cambiato da rosso a verde. Cambiamento dovuto all’accezione negativa che, con la crisi economica, era stata attribuita al rosso: colore di un brand che non rispetta l’ambiente. Con la “rivoluzione verde” l’azienda vuole ribaltare questa visione e dimostrare l’impossibile: quello di un’azienda ecologica che produce cibo sano. Vedremo se basterà un colore per farlo credere… Voi cosa dite?

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Curiosità:

Perché si è scelta la lettera “M”?

Oltre agli archi gialli si nasconde un’altra simbologia… Nel 1960 fu lo psicologo Louis Cheskin a evitare il cambiamento del logo sostenendo che le due curve gialle simboleggiassero il seno materno creando un effetto “freudiano” sui clienti: rendendoli più affamati di fronte all’immagine di questo “seno” nutriente! A voi ogni considerazione!

Perché il colore giallo?

Perché simboleggia la felicità, l’ottimismo e la gioia e, unito al rosso e ai suoi altrettanti significati, sembra che stimoli visivamente l’appetito!